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14 maggio 2015

Giorgione, oste per passione

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Giorgio Barchiesi, protagonista assoluto di Giorgione: orto e cucina , in onda su Gambero Rosso Channel HD (Canale 412 di Sky), esce in libreria con il suo nuovo libro. Lo abbiamo intervistato.

L'oste più famoso d'Italia non ama definirsi uno chef, ed è ormai diventato una star del piccolo schermo, suo malgrado. Volto tra i più amati di Gambero Rosso Channel, è il protagonista assoluto di Giorgione: orto e cucina (“un programma bellissimo nella sua semplicità”) e grazie alla sua bravura e al suo incontenibile umorismo, esce in libreria con il suo secondo libro presentato in anteprima alla 28ma edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il libro "Giorgione: le origini" è innanzitutto un tributo ai “suoi” luoghi, quelli che hanno    ispirato la sua cucina e ai suoi genitori, all’amata tata Marianna, al mare di Anzio, al suo   soggiorno in  Puglia, a Trani, e alla sua terra di vacanza, la Val Pusteria. Affetti   incommensurabili e non solo. Questo libro è “la sintesi” di ciò che il diretto interessato ci ha raccontato durante l’intervista.

Come nasce la passione per la cucina?
E’ sicuramente nel dna.
Ci spieghi meglio.
Avevamo un’azienda agricola di famiglia, e una tata tirolese bravissima che preparava prelibatezze culinarie: io fin da bambino andavo a curiosare in cucina, mi affascinava la creazione dei piatti. La sua mi sembrava una grande magia. Un processo alchemico.
Lei non ama definirsi uno chef: perché?
Io sono un oste e non un cuoco, cucino secondo le mie memorie, sulla base di tutto ciò che ho imparato viaggiando. La mia è una cucina fruibile e molto semplice.
Qual è lo spirito di Orto e Cucina?
Un incoraggiamento ad avvicinarsi a ciò che la terra può offrire attraverso l’orto, un invito a una nuova vita che riscopre gli antichi sapori, quelli stagionali. Una verdura nata spontaneamente ha un sapore autentico, e non serve una laurea in agronomia per farla crescere.
Se il suo programma fosse un bel piatto italiano, quale sarebbe?
Un bel minestrone, con un pezzetto di formaggio o un bell’osso di prosciutto.
Lei quando ha iniziato a coltivare un orto?
Quando ho lasciato la città e sono andato a vivere da solo in un casale vicino a Perugia. Studiavo, non avevo molti soldi e ho fatto “di necessità virtù”. Da lì in poi, ho sempre vissuto in case che mi permettessero di avere un giardino, ora vivo in un bosco e coltivo di tutto.
Fare un orto nel terrazzo di casa sta diventando una moda: che consigli darebbe a chi vuole improvvisarne uno?
E’ una moda che rispetto a tante altre, mi piace, consiglio di coltivare erbe aromatiche e accanto a queste, melanzane, peperoni e pomodori.
E’ necessario avere il pollice verde o chiunque si può cimentare?
No, basta seguire i manuali e soprattutto avere buon senso, qualità che spesso in città si perde.
Cosa fa nel tempo libero?
Al momento non ne ho. Ultimamente i miei impegni mi stanno prendendo la mano. Ma sono contento: la mia trasmissione va avanti e cresce sempre di più.
E’ uscito recentemente “Giorgione: le origini” il suo libro, ce lo racconta?
E’ la sintesi di tutto quello che ci siamo raccontati qui. Nella sua genuina semplicità.

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