18 marzo 2015

Francesco Baccini, una ballata per Pino Daniele

print-icon
fra

Francesco Baccini

Il 19 marzo Pino Daniele avrebbe compiuto 60 anni. Napoli lo celebra con una giornata speciale. C'è un solo invitato extra moenia, si tratta di Francesco Baccini che nel su prossimo disco insierirà una canzone dedicata all'amico scomparso

Francesco Baccini canta Pino Daniele. Il 19 marzo l'artista napoletano avrebbe compiuto 60 anni e Napoli, la sua città, lo ricorderà con una giornata speciale, colma di musica ed eventi. A questa festa è invitato anche Francesco Baccini, il solo che viene da fuori regione. Il cantautore genovese ha composto una canzone dedicata a Pino Daniele che entrerà dell’album in lavorazione e il 19 marzo potrebbe essere proposta in anteprima proprio a Napoli. Lo abbiamo intervistato.

Francesco Baccini che canzone è?
Un omaggio all’amico e all’artista. La ho scritta a quattro mani con Andrea Rivera e sarà nel mio nuovo album.
Come si intitola?
Ancora non lo dico.
E che album sarà?
Segna il mio ritorno al rock.
Come è nata?
Spontaneamente. Pino è come Fabrizio De André: si respira dappertutto.
Quando vi siete conosciuti?
Sul finire degli anni Ottanta, eravamo parte la stessa etichetta discografica, la CGD. Lui arrivava da un periodo difficile e si stava rilanciando grazie a quel successo che fu, ed è, ’O scarrafone. Me lo fece sentire in anteprima e ho percepito, nella sua musica e nella sua voce, un rinnovato entusiasmo.
Però non avete mai perseguito progetti comuni.
Non è mai capitato, ma una volta ci siamo andati molto vicini.
Quando?
Era il 1991 al Festival di Montreaux, fu una delle rare occasioni in cui l’Italia era ben rappresentata a quel Festival. Purtroppo Pino fu bloccato da una indisposizione. Poi più volte ci siamo proposti di incontrarci e studiare qualcosa insieme ma non è mai capitato.
Perché lei alla giornata dei sessant'anni?
Sono molto legato Nello Daniele, il fratello. Quando hanno organizzato la giornata del 19 l’idea di avere uno straniero è piaciuta.
Presenterà l'inedito scritto per Pino?
Me lo chiedono, ci sto pensando, sarebbe una bella sorpresa per tutti.
Cosa altro farà?
Mentre i suoi amici di Napoli proporranno il suo repertorio napoletano, io eseguirò uno dei suoi capolavori in italiano.
Cosa?
Vorrei eseguire Quando, è una delle mie preferite e c’è anche un legame con Massimo Troisi. Ma ho qualche dubbio.
Come mai?
E' una canzone nata per il pianoforte e farne un arrangiamento chitarristico è arduo. Non c’è un precedente, anche solo a livello di soluzione armonica.
Se non trova una soluzione soddisfacente?
Plano su Anna verrà.
Proporrà anche qualcosa di suo?
Le idee sono due: Genova blues e un omaggio a Luigi Tenco oppure un medley che raccoglie un po' di mie canzoni.
Pino Daniele come Fabrizio De André?
Le analogie sono tante. La nostra vita è così frenetica che quando se ne va un personaggio così importante ti fermi e quasi ti stupisci. Resta un senso di vuoto.
Dovuto a cosa?
Forse oggi siamo molto più soli, la musica ha smarrito la socialità che ne è sempre stata un elemento distintivo. Ora è troppo spesso un sottofondo.
Il declino quando è iniziato?
Secondo me a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta quando i ritmi per ballare hanno preso il sopravvento e più che ascoltare pensavi a scuotere ossessivamente la testa.
Come si può rimediare?
Con Patrick Djvas della Premiata Forneria Marconi stiamo elaborando un progetto che racconta cosa è la musica.
Cos'è?
Oggi si vive di cover e siamo divisi per fasce di età. Io faccio musica da una vita e vi assicuro che saper stare su un palco non ha nulla a che fare con la carta di identità. Anzi in questo mestiere più passano gli anni più si migliora.

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky