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26 ottobre 2016

Claudia Megrè, la musica (e la vita) sono un gioco ad estrazione

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Esce Gioco ad estrazione, il disco della talentuosa artista napoletana Claudia Megrè. L'album è la carta di identità della cantautrice: sonorità ricercate, melodie intense, testi pieni di vita vissuta, voce graffiante e carica di pathos. La abbiamo intervistata
 

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


La prima cosa da estrarre, nel Gioco ad estrazione di Claudia Megrè, è l'allegria. Che contagia chi le sta attorno, chi le parla ma soprattutto contamina la sua musica, che pur essendo filosofia quotidiana in forma di canzone, riesce a trascinarci dentro, a farci diventare protagonisti delle sue parole e delle sue note. La abbiamo intervistata.

 


Claudia quando nasce Gioco ad estrazione?
Ho iniziato due anni fa a metterci la testa. Ho scritto molto poi con Niccolò Fragile, il mio produttore, siamo entrati nei dettagli.
Si racconta molto.
I testi sono molto sentiti, fanno parte della mia vita e sono stai molto amati dal popolo del web.
Una canzone si intitola Tatuami: ma lei tatuaggi non ne ha.
Io dico che c'è sempre un per sempre. C'è chi se lo tatua sulla pelle e chi no. Io non lo faccio e forse anche questo è un per sempre. Il fascino di un tatuaggio sta nel dolore iniziale che poi si tramuta in storia personale.
Come li definisce.
Micro-arte. E non è detto che in futuro possa cedere...
E la sua musica cosa è?
Sonorità pop-rock. Il disco accompagna la mia crescita anche se non si finisce mai di crescere. E per scrivere bisogna vivere.

 

Vero. Ma non è da tutti raccontarlo.
Serve una sensibilità speciale.
Un'altra canzone è Fumo.
E io non fumo. Ma la sigaretta segna il tempo dell'attesa nel quale si ripensa a un amore difficile.
Chi è oggi un cantautore?
Una persone che scrive per gli altri. Il disco è la mia idea della vita. Il concetto di estrazione segna l'attesa del numero che tutti abbiamo.
Lei è in debito o in credito con la sorte?
Raggiunto un traguardo punto al successivo. Ho sete di vita e sono curiosa, vivere è una cosa bellissima. Io credo che siamo tutti un po' in credito.
Quindi?
Ho sacrificato molto per questo lavoro, spero di essere estratta.
I social sono dalla sua parte.
La gente capisce che dietro al mio progetto c'è un lavoro duro. Grazie ai social le mie canzoni arrivano a un pubblico che in altri modi non raggiungerei. Accorciano le distanze e aprono ai confronti.
Ora che fa?
Spero tanti concerti. Il disco denuda, spoglia...permette di mostrarti. Ed è quello che desidero.

 
 

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