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20 dicembre 2016

Natale 2016, accompagnatelo con la meglio musica

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Ci si perde tra gli scaffali quando si entra in un negozio di dischi. E spesso le perle sono nascoste. Qualcuna ve la segnaliamo noi. Sono figlie di ascolti casuali, a volte, ma che hanno lasciato un segno. L'obiettivo è non fermarsi alle classifiche ufficiali ma inseguire quelle del cuore

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

La musica accompagna tutto l'anno ma a Natale si alza il volume e si trova il tempo per un ascolto più attento. Si può scivolare così in un mondo nuovo, quello del consiglio dell'amico, della canzone intercettata per caso, della cover che colpisce nel mare magnum di un negozio, dell'istinto nell'acquisto. Perché il disco andrebbe sempre acquistato, in qualunque forma si desideri. Perché fare musica è un lavoro. Per questo Natale 2016 provo a condurvi in un mondo sommerso, che non fa classifica ma la meriterebbe più di molti altri.

Comincio con il gruppo che ritengo la scoperta dell'anno, i My Gravity Girls. Sono di Parma (dove sta lavorando a un EP anche la cantautrice Giovanna Dazzi ma dovremo attendere marzo per le sue poesie in musica) e stanno costruendo una tetralogia, un lascito degli anni Settanta che loro hanno saputo importare negli anni Duemila con un sound curato, allineato, raffinato ma mai stucchevole. Sono musicisti veri e i primi due capitolo di Irrilevant Pieces fossero stati inventati trent'anni oggi sarebbero classificate come pietra angolare di un genere che oscilla tra Prog e soft Rock. Sarebbe bello se il 2017 ci regalasse una loro collaborazione!

Da Parma a Verona per il rock punkeggiante degli Endless Harmony trascinati dalla voce irruenta dell'italo-domicana Pamela Pèrez. Il loro album è Hyperspace e ha la forza di un pugno di Tyson. Ma il Tyson degli anni d'oro. Per chi anche mangiando il panettone vuole tenere alto il ritmo.

Durante le feste si balla. Forse più che mai perché si lascia trascinare anche chi di solito rifugge le discoteche. Chi punta a tramutare id discoteca la propria abitazione ecco Bringing The Madness di  Dimitri Vegas & Like Mike, protagonisti sui main stage dei più importanti festival mondiali di musica elettronica, Tomorrowland su tutti, e in club di riferimento assoluto come l’Amnesia di Ibiza. In alto le gambe poi con m2o compilation, tre album mixati da Provenzano Dj, Dj Ross, Dino Brown & Alberto Remondini. Infine c'è Tracks and Tools, una compilation della label milanese Reshape: house pura al 100 per 100.

Il pianoforte entra in una nuova dimensione con Room 2401 di Giulia Mazzoni. La pianista di Prato ha fatto un notevole salto di qualità dal precedente disco d'esordio Giocando con i bottoni e ora può ambire a lasciare un segno. La attendiamo live nel 2017, è la sua dimensione naturale. Tutta istinto.

E' natalizio già nel titolo Dal suono all'invisibile di Susanna Parigi. Ma è un accompagnamento emozionante sempre. E' la trasposizione su disco dello spettacolo teatrale ed è anche l'occasione per un viaggio nella storia artistica di una tra le musiciste più creative di questa epoca. In differenze, La fatica e la pazienza sono capolavori, la sua versione di Grazie alla vita è commovente.

Si devono trascorrere le feste Sotto un effetto di felicità. E si intitola così l'album dei La Rua, tra le sorprese del 2016. E' un disco vero, sincero e c'è una spiegazione: ogni canzone è un racconto di vita, di un po' di quotidianità.

Aside
e Beside. Loro sono i Landlord, vengono dalla riviera romagnola. Hanno un sound raffinato ma soprattutto riconoscibile. E questo oggi fa la differenza. La voce Francesca Pianini è tra le più particolari degli ultimi anni. E in un'epoca di omologazione significa già partire col giusto ritmo.

Quale è l'altra faccia della luna? Dipende da che parte si osserva, ma se lo sguardo è indirizzato verso il lato oscuro, il fascino cresce. Ed è quello che accade ascoltando Bruciava tutto, il disco della svolta di AmbraMarie, sguardo rock, sorriso melanconico e animo misterioso.

Che bisogna passare nella tempesta per ritrovarsi non è una novità. E' invece novità chi, attraversata la bufera, non solo si ritrova ma pure si rinnova. E' il caso di Walter Fontana, ex leader dei Lost, che a distanza di tre anni torno con Sono qui. Sembra una dissonanza per uno che ha tatuato sul petto Disorder, citazione dei Joy Division! Ma ascoltandolo tutto si mette in fila.

Moderno e raffinato. Un binomio che raramente si sposa. E quando lo fa il rischio di creare suoni fastidiosi è alto. Ma ci sono eccezioni. Una si chiama Carolina Guidi, in arte CRLN e il disco d'esordio Caroline. Alle sue spalle Macro Beats. Un mix alchemico di jazz e folk popola Intra, l'album di Cristina Meschia. Ma non si ferma qui l'artista di Verbania perché gioca anche con l'italiano e il dialetto, dimostrando che il coraggio porta sempre ottima musica.

Marie and The Sun è un duo ligure composto da Giulia Magnani e Francesco Drovandi. Il loro sound sospeso tra pop, nu-soul ed elettronica trova la giusta amalgama tra la passione per la musica black e la voglia di sperimentare e farla propria in una chiave moderna senza dimenticare le proprie origini figlie di un certo cantautorato italiano. Il loro EP d'esordio è semplicemente Marie and the Sun, un lavoro dalle sonorità internazionali dove i testi in italiano e la voce di Giulia si coniuga perfettamente agli strumenti suonati supportati dalla vocazione elettronica dei beat.

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