09 gennaio 2017

Lehman Trilogy, la finanza criminale per un cast di attori perfetti

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Il Cast di Lehman Trilogy © Foto ed Elaborazione Grafica Luigi Laselva

Torna in scena l'ultima regia di Luca Ronconi, un avvincente kolossal teatrale su ascesa e caduta dei fratelli fondatori della Lehman Brother, la banca che ha innescato la grande crisi del 2008. In scena un gruppo di attori da Oscar, tra i quali abbiamo incontrato Paolo Pierobon, attivissimo tra cinema, teatro e serialità.


di Michele Sancisi


Un testo attualissimo e originale, una regia magistrale, un cast di attori sublimi che strappa l'applauso ad ogni scena: non sono poche le carte vincenti di "Lehman Trilogy", lo spettacolo-monstre che torna al Piccolo Teatro di Milano dopo una trionfale tournée lunga due stagioni.


Quasi 5 ore di spettacolo (divise in due serate o tutte di seguito) filano via come un film giallo. Anche qui c'è da scoprire chi è l'assassino, ma nella prospettiva di due secoli di vita della famiglia ebraica che ha fondato la Lehman Brothers, la banca americana fallita il 15 settembre 2008 scatenando la più devastante crisi finanziaria della storia, in cui siamo purtroppo ancora invischiati.


Il copione del giovane drammaturgo Stefano Massini non prevede alcun dialogo, ma solo l'auto-narrazione che ogni personaggio della dinasty tedesco-americana fa di se stesso. La regia del maestro Luca Ronconi, scomparso dopo poche repliche di questo suo testamento poetico, non utilizza musiche, nè grandi macchine sceniche, nè trovate ad effetto. Eppure il ritmo dello spettacolo è serratissimo e la suspance è quella delle migliori fiction di oggi.


Merito anche di un gruppo di attori formidabili come i protagonisti Massimo De Francovich, Massimo Popolizio, Fabrizio Gifuni e Paolo Pierobon. Quest'ultimo, applauditissimo e da noi intervistato, cesella con maestria e sfumature ironiche il primogenito dei vecchi fratelli Lehman immigrati dalla Germania nell'800. Il rappresentante cinico di quella seconda generazione di affaristi che trasforma il talento commerciale di famiglia nel business della finanza immateriale che oggi conosciamo, traghettando il mondo pionieristico dei mediatori di cotone verso la degenerazione mostrata da Martin Scorsese in "The Wolf  of Wall Street" .


Veneto, classe 1967 Pierobon snocciola un'agenda fittissima di impegni sia in teatro che in cinema: con l'ultimo dei suoi oltre 40 debutti, "La morte di Danton" di Mario Martone, che interpreta con Giuseppe Battiston, è candidato al Premio Ubu, il maggiore riconoscimento teatrale italiano (sarà assegnato il 14 gennaio); sul grande schermo ha all'attivo 25 titoli, tra gli ultimi "Il capitale umano" e "Quo vado?" attualmente in onda con grande successo su Sky Cinema.


Nonostante l'impegno faticoso di "Lehman Trilogy" è riuscito a girare altri due film di prossima uscita: "L'ordine delle cose" di Daniele Segre, una coproduzione internazionale sul tema dei migranti curata anche da Marco Paolini e "Beate" una commedia sociale sul tema del lavoro che Pierobon ha interpretato con Donatella Finocchiaro per il regista esordiente nel lungometraggio Samad Zarmandil.


Nel frattempo va visto, con tutti i suoi compagni, sullo storico palcoscenico milanese fondato da Giorgio Strehler per lo spettacolo clou degli ultimi anni che presto arriverà anche a Londra, adattato in inglese per la regia di Sam Mendes, quello di "Skyfall" e "Spectre".


Al Piccolo Teatro Grassi di Milano, via Rovello 2, fino al 21 gennaio, ore 19.30, 18/33 euro, www.piccoloteatro.org  

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