12 gennaio 2017

Gomorra torna sul set e Saviano a teatro con "Sanghenapule".

print-icon
kik

Roberto Saviano (foto Kikapress)

Prima armata al Piccolo Teatro di Milano per lo spettacolo che torna in scena per la seconda stagione fino al 18 gennaio, e che ripercorre la storia di San Gennaro

 

 

di Michele Sancisi

 

Il dispiegamento di agenti di polizia con mitra alla mano all'ingresso e dentro la sala del Teatro Studio Melato, tempio strehleriano dell'arte scenica, è un copione inconsueto, spettacolo nello spettacolo, che dà alla prima milanese di "Sanghenapule" un brivido in più. E' sempre così quando ad andare in scena è Roberto Saviano in carne ed ossa e questa volta anche "sangue", quello del titolo appunto.


Lo scrittore campano autore di Gomorra - che ispira anche la terza serie prodotta da Sky attualmente in lavorazione a Napoli e dintorni e che arriverà sullo schermo in primavera - esce dai panni dell'eroe antimafia (ma la scorta armata non abbassa la guardia) per abbandonarsi al piacere del racconto semiserio sulla più importante istituzione partenopea, per certi aspetti più potente della camorra, ovvero il culto di San Gennaro.


Lo spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro, che torna in scena per la seconda stagione fino al 18 gennaio, ripercorre la storia del santo martire dal III secolo Dc ad oggi, alternando il racconto di Saviano alle azioni sceniche e al canto dell'attore Mimmo Borrelli, che firma anche la regia nell'interessante impianto scenico di Luigi Ferrigno, con la direzione tecnica di Marco Rossi e le musiche dal vivo, a volte un po' invadenti, di Gianluca Catuogno e Antonio Della Ragione.


Il culto di Gennaro, rinnovato ogni anno a Napoli dall'attesa del miracolo della liquefazione, è strettamente legato alla storia di un popolo e di una città che sono quasi uno stato a parte, colorato di mille aneddoti e curiosità. La corrispondenza o meno tra lo scioglimento delle due ampolline di sangue ed eventi nefasti come terremoti ed epidemie è forse opinabile, ma il fatto che il tesoro di San Gennario sia il più ricco del pianeta e mai nessuno abbia tentato di rubarlo (se non al cinema nel formidabile "Operazione San Gennaro" di Dino Risi) è un dato di fatto.


Oltre al folklore c'è poi la credenza di una protezione del santo a tutti i viaggiatori, che nel secolo scorso sono stati soprattutto gli italiani e si chiamavamo emigranti e oggi sono africani e asiatici e si chiamano immigrati. Qui il racconto di Saviano e Borrelli si riconnette alla cronaca, dalla quale per un'ora e mezza di intelligente evasione ci ha fatto allontanare. Molti applausi da una sala gremita e successivo rito dei libri autografati per incontrare il blindatissimo scrittore.


Fino al 18 gennaio al Piccolo Teatro Studio Melato, in via Rivoli 6 a Milano. 

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky