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20 gennaio 2017

La Versione di Obama è su History

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oba

Giunto alla fine del mandato, il primo presidente afro-americano si racconta in esclusiva alle telecamere di History (canale 407 di Sky)
In onda domenica 22 gennaio 2017 alle 21.00 

“La presidenza di Donald Trump potrebbe portare la situazione indietro di un 20-30%. Ma questo non annullerebbe il duro lavoro svolto e i risultati di cui possiamo andare fieri”. E’ quanto dichiara Barack Obama intervistato da History (in esclusiva su Sky al canale 407). In onda domenica 22 febbraio alle 21.00, lo speciale La versione di Obama dà la parola al primo presidente afro-americano che ripercorre le principali tappe che ne hanno contraddistinto il doppio mandato.

 

 

 

 

 

Attraverso anche interviste ai collaboratori di Obama e ai suoi rivali politici, il documentario ricostruisce i principali eventi americani degli ultimi otto anni e fa un bilancio della permanenza di Obama alla Casa Bianca: dalla riforma sanitaria, soprannominata Obamacare, all’apertura a Cuba, dalla guerra al terrorismo e dall’uccisione di Osama Bin Laden alla lotta contro la crisi economica che nel 2009 mise in ginocchio gli Stati Uniti.

 

 

 


Tanti momenti impegnativi e complicati, dunque. Ma il giorno più difficile fu un altro: “Considero ancora il giorno in cui mi sono recato a Newtown, per incontrare i genitori e parlare alla comunità, come il più difficile della mia presidenza”. Alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown, in Connecticut, un giovane di 20 anni, Adam Lanza, aveva ucciso 27 persone, tra cui 20 bambini: “Sapevo che una delle cose che dovevo fare era chiamare per nome i bambini, riconoscerli per essere sicuro che la gente capisse che non si trattava di un’astrazione, che erano come Malia e Sasha o come i figli di chiunque altro che ti abbracciano, a cui rimbocchi le coperte la notte e racconti le favole. E’ stata l’unica volta in cui ho visto membri dei servizi segreti piangere. Fu orribile”.


 

 

“Non vorrei avere rimorsi riguardo all’aver fatto tutto ciò che potevo” – spiega Obama alla fine del documentario. “Ci sono molte situazioni in cui, avendo una seconda possibilità, probabilmente ognuno avrebbe fatto di meglio. Ma posso guardarmi allo specchio e dire di aver fatto tutto quello che potevo: l’umiltà che nasce dal fare il presidente sta nel riconoscere che si è solo un corridore in una staffetta. Qualunque passo falso possa essersi verificato, ho corso veloce”.

 



 

 

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