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24 aprile 2017

La masterclass di Stefano Accorsi alla IULM

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Stefano Accorsi sta vivendo uno dei periodi più pieni della sua vita: ha appena avuto un figlio e ha anche vinto il secondo David di Donatello della sua carriera, che lo consacra definitivamente come uno degli attori migliori del panorama italiano.

L’11 aprile 2017 Stefano Accorsi ha partecipato a una Masterclass alla Libera Università di Lingue e Comunicazione (Iulm), dove l’attore ha parlato della sua carriera e del suo lavoro decennale nell’ambito del mondo della cultura e dello spettacolo.

Stefano Accorsi ospite alla Iulm

Stefano Accorsi è uno degli attori più talentuosi che oggi ci siano in Italia: padre di tre splendidi bambini, di cui uno appena nato, è stato recentemente premiato alla cerimonia dei David di Donatello nella categoria Miglior attore protagonista per il suo ruolo nel film Veloce come il Vento, in cui interpreta il pilota Loris De Martino. Ed è proprio ricordando la sua recente premiazione alla prestigiosa cerimonia che è iniziata la Masterclass alla Iulm di Milano, che ha visto l’attore protagonista di una chiacchierata informale con Gianni Canova, Preside della Facoltà di Comunicazione, Relazioni pubbliche e Pubblicità proprio alla Iulm di Milano. Il Professore ha esordito ricordando un simpatico episodio avvenuto proprio l’anno prima, sempre alla cerimonia dei David di Donatello, in cui aveva predetto a Stefano Accorsi che l’anno prossimo ci sarebbe stato lui sul palco a ritirare il premio: mai parole furono più azzeccate, visto poi com’è andata lo scorso mese.

Un attore scrupoloso

Durante la masterclass alla Iulm, Stefano Accorsi ha parlato del suo ultimo film, Veloce come il vento, spiegando che ha adorato interpretare Loris De Martino, ma che con Matteo Rovere si sono dovuti imporre alcuni paletti per rendere il personaggio credibile. “Fondamentale era dimagrire tantissimo, lavorare sulla fragilità e sull’aspetto fisico. È stato un lavoro di approccio lungo”, ha detto Stefano Accorsi rendendo quindi noto il grande lavoro che c’è stato dietro la costruzione di Loris.

L’amore per il teatro

Stefano Accorsi però non è solo un attore cinematografico, ma anche un grande appassionato di teatro: è lui che ha voluto mettere in scena l’Orlando Furioso e dare il via a una trilogia – insieme al produttore Marco Balsamo – che comprende il Decamerone di Boccaccio e Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile. Proprio per mostrare il suo talento legge un pezzo del poema dedicato ad Astolfo sulla luna, il Vallone delle cose lunari perdute, una parte dell’Orlando Furioso dedicata alla perdita di senno. “Ci capita di fare film, opere teatrali, serie televisive nelle quali per tanti mesi si sta a contatto con una materia immaginifica. Quindi è vero che un po’ di contraccolpo c’è sempre. C’è sia quando finisce una cosa che quando la si deve cominciare, è come se in parte si entrasse in una dimensione parallela. Però è vero che qualcosa ti resta dentro”. Cosa pensano i figli di Stefano Accorsi dei suoi film? L’attore racconta della reazione di Orlando e Athena a Veloce come il vento (“non era il primo che gli avrei fatto vedere, dove mi faccio di eroina”, scherza), e ha raccontato un paio di aneddoti simpatici sul fatto che lo hanno definito “brutto”. Un’altra chicca raccontata dall’attore è la reazione di Orlando, il suo primogenito, alla prima dell’Orlando Furioso: “Ogni volta che chiamavo il nome di Orlando lui alzava la mano. Finita la scena si è messo a piangere perché dice, ma come, mi chiami per un’ora e poi neanche mi fai salire sul palcoscenico?”.

 

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