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29 maggio 2017

Chi è Justin Trudeau, il sexy premier del Canada

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Chi è Justin Trudeau, il sexy premier del Canada

Il G7 di Taormina sarà ricordato non solo per le decisioni politiche prese dai capi di Stato, ma anche per la presenza di quello che forse è il politico più sexy del mondo: Stiamo parlando di Justin Trudeau, primo ministro del Canada e tombeur de femmes per eccellenza.

Justin Trudeau è famoso per essere uno dei capi di Stato più giovani e innovativi del mondo: nato il 25 dicembre 1971 (e qui la battuta sul regalo di Natale ci starebbe tutta), è noto anche per essere il più sexy. Bello, atletico, simpatico, al passo con i tempi: chi è l’uomo che ha attirato tutta l’attenzione su di sé al G7 di Taormina? Andiamo a scoprirlo insieme.

Chi è Justin Trudeau, il premier canadese bello e sexy

È il secondo capo di Stato più giovane del mondo dopo il nostrano Matteo Renzi ma, se non ha il primato in fatto di età, ce lo ha sicuramente per quanto riguarda il titolo di “politico più sexy del globo”: ci riferiamo ovviamente al premier canadese Justin Trudeau, l’uomo che da quando è stato eletto nel 2015 si dice abbia fatto “tornare il Canada di moda”. 46 anni, fisico atletico e sguardo ammaliante, si dice riceva ogni giorno migliaia di lettere ed e-mail d’amore da pretendenti con gli occhi a cuore che hanno così riscoperto anche il gusto della politica. Purtroppo però, almeno da questo punto di vista, non c’è nulla da fare: Justin Trudeau è sposato da anni e ha tre figli. Insomma, innamorati di tutto il mondo è meglio se vi mettete il cuore in pace. Il primo ministro canadese, che in questi giorni si trova in Italia per il G7, è molto amato nel suo paese e sta promuovendo tutta una serie di politiche che hanno fatto molto discutere per la loro portata innovativa: è contro la guerra, è favorevole alla legalizzazione della marijuana, all’eutanasia, all’aborto, vuole diminuire le tasse ai più poveri e alzarle ai ricchi, ed è molto attento ai problemi ambientali. È conosciuto per le sue posizioni sulle politiche d’accoglienza ai migranti e per le sue battaglie per garantire il diritto d’asilo ai rifugiati che scappano dalle guerre. Su questo tema in particolare si è scontrato con Donald Trump nel periodo in cui il presidente degli Stati Uniti aveva emanato il Muslim Ban: in seguito a questa misura, Justin Trudeau aveva dichiarato pubblicamente che le porte del Canada erano aperte a chiunque scappasse dalla guerra. Uno scontro assolutamente non velato e che era facile accadesse visto che i due presidenti sono l’uno l’opposto dell’altro.

Un pedigree d’eccellenza

Justin Trudeau è figlio d’arte: suo padre Pierre è stato ministro del Canada dal 1980 al 1984 e, come suo figlio, era un inguaribile latin lover famoso per le sue relazioni con donne bellissime (tra cui anche Barbra Streisand). Eletto con il Partito liberale nel 2015, è entrato in politica otto anni dopo la morte di suo padre, anche se ha sempre supportato come attivista il partito di cui faceva parte anche il genitore. Ha insegnato in diverse scuole e si è laureato in arte e letteratura prima alla McGill University e poi alla Columbia: in seguito ha iniziato un master in geografia ambientale, che poi ha sospeso una volta entrato in politica. Semplice e alla mano, in questi giorni lo si poteva vedere a Taormina mentre faceva jogging la mattina prima delle conferenze con gli altri capi di Stato. Invece oggi è andato allo Stadio Olimpico a Roma e, con la maglia di Francesco Totti, ha dato il calcio d’inizio per la partita “Open goal”, parte di una manifestazione volta a sensibilizzare le persone sull’importanza del calcio per l’integrazione dei migranti. Servono altri motivi per innamorarsi di lui? Difficile crederlo.

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