22 giugno 2017

Diego Marani, tra Vita di Nullo e Romagna Mia in Europanto

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L'Emilia Romagna e le sue radici viste dall'estero attraverso la scrittura di Diego Marani. Sky Arte dedica al ritorno delle balere un ciclo di tre speciali, Vai col Liscio, l'ultimo dei quali vedremo mercoledì 28 giugno alle ore 21.15. Abbiamo chiacchierato di quel mondo proprio con Diego Marani, da poco in libreria col nuovo romanzo Vita di Nullo (La Nave di Teseo Editore), una storia di paese senza confini

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Il bar, la balera, la vita di Nullo, la Romagna, l'Emilia, le radici, la cultura che attraversa la pianura, l'Europanto, il ballo liscio, lo sciamano di paese, quello che se n'è andato, quello del me g'ho d'ander...io ho da andare. Diego Marani, da Ferrara a Bruxelles per collaborare a creare l'identità dell'Europa, ma con frequenti ritorni perché l'aria di casa è sempre malandrina. Anche quando le finestre sono chiuse. Ora poi c'è fermento nella sua Romagna perché si sta riscoprendo la balera e Sky Arte le dedica un ciclo di tre speciali, Vai col Liscio, l'ultimo dei quali vedremo mercoledì 28 giugno alle ore 21.15. Abbiamo chiacchierato di quel mondo con Diego Marani, da poco in libreria col nuovo romanzo Vita di Nullo (La Nave di Teseo Editore), una storia di paese senza confini. Verrà a presentarlo a settembre al Festival di Letteratura di Mantova. Nell'attesa, l'intervista.

Si avvicina l'estate e anche un ritorno a Tresigallo, dove è nato, un ritorno a Ferrara e nei suoi lidi.
Non posso farne a meno. Ho le mie nicchie e i miei luoghi decandenti e di cattivo gusto. Non ci si trovano neanche più i tedeschi.
Un approccio identitario.
Sento forte il tema dell'identità, lavoro in Europa e per l'Europa.
Cosa significa essere europeo?
Non avrei risposta senza il mio localismo e il mio territorio. La terra romagnola è sempre stata terra di accoglienza, la pianura non chiude...apre.
E predispone ai cambiamenti.
Io devo caratterizzarmi. Le solide radici fanno accettare il cambiamento senza temerlo. L'identità personale aiuta al cambiamento.
Nel suo Vita di Nullo ci sono molti personaggi caratterizzati e caratterizzanti.
Ricordo un signore che per scommessa si è tagliato un baffo e andava in giro senza spiegare il perché del gesto, si muoveva con assoluta sicurezza anche in luoghi lontani dal suo paese.
Nullo esiste?
Eccome. Per le mie esigenze letterarie lo ho dilatato in modo molto lontano da lui. E' la summa dei ruoli eccentrici che ho incontrato.
Che ruolo ha?
Il capro espiatorio. Nullo è un eccentrico, mi piace vederlo come un sacerdote, uno sciamano. In ogni comunità ognuno ha il suo ruolo. Ci sono il lavoratore, il seduttore...
Lei?
Io sono il creativo per natura, il condannato a partire. Grazie anche a genitori che me lo hanno permesso. Mentre gli altri sono rimasti. Io quando torno racconto le mie storie, loro le...loro e poi li ringrazio per avermi lasciato andare.

Diego Marani


Perchè l'Emilia e la Romagna sono così libere?
Ci sono tante tribù. L'agricoltura era sinonimo di costante movimento. Sa come si dice traslocare nella nostra lingua?
No.
Fare San Michele. Che si celebra il 29 settembre. I contadini terminavano la stagione nei campi e si muovevano in cerca di altri lavori. Il processo del girare e raccogliere nutre una comunità. Nel mio libro scrivo in corsivo i loro cori, le loro voci.
Molti delle sue terre sono stati traslocati a bonificare l'Agro Pontino.
Mio nonno era uno di loro. Poi è tornato. In quelle zone ci sono molti col cognome Marani e mi è capitato di origliare un idioma ferrarese-ciociaro.
La magia del suo libro sta nell'universalizzazione del concetto di bar.
Infatti io voglio evitare di raccontare una storia da bar. Il mio non è un bar da aneddoto, cerco l'universalità. Manipolo la materia viva, c'è tanto di quello che ho vissuto. Le lingue sono stanze musicali, ogni forma di scrittura ha la sua e sempre devono esserci delicatezza e rispetto. In primis per se stessi.
Quando scrive?
Vado a periodi. Vita di Nullo la ho scritta di getto in cinque, sei mesi. Poi ha decantato una estate e quindi la ho ripresa e ribaltata. Non potrei scrivere tutti i giorni. Mi ci dedico nei weekend, la mattina presto quando in giro non c'è nessuno, necessito di solitudine. Non scrivo mai la sera se no vado a letto pensando al libro e non dormo. La testa mi torna al libro.
Una scrittura inquieta, la sua.
Vero. Mi rileggo molto. Difficilmente vado oltre le duecento pagine. Scrivere è come tessere un tappeto, ogni filo deve andare al suo posto, ha un suo ruolo.
A proposito di luoghi, torna il Liscio, tornano le balere.
Per la mia generazione il ballo liscio era diventare adulti.
Cosa intende?
A circa undici anni la mamma ti portava in pista e ti iniziava al ballo. Si diventava adulti così. Io mi vergognavo. Il Liscio era parte del nostro crescere. Poi ci si stacca.
E cosa si va a ballare?
Il funky, il soul, la disco music del Greenwich Village.
Ma il Liscio resta nell'anima.
Infatti all'Università, all'estero, mi sono iscritto a un corso di ballo liscio ed essendo romagnolo partivo già con una reputazione alta.
Oggi lo ascolta?
Ammetto che nel mio i-pod ho Ciao Mare e Tu sei la mia simpatia, oltre a Vagabondo. E ho anche un segreto.
Lo sveliamo?
Una versione in Eurapanto (la lingua artificiale che è un insieme delle lingue d'Europa creata da Marani, ndr), di Romagna mia. Si intitola Romagna Meine, alla tedesca, e un giorno la manderò alla famiglia Casadei. Poi i complessi avevano tutti nomi poetici...e per ballare il Liscio ci servono pure le zanzare.
Col prossimo romanzo dove ci porterà a sognare?
La storia la ho in testa ma per ora mi limito a raccogliere elementi. Ne parliamo tra un paio d'anni.

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