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05 settembre 2017

La star del Festival di Venezia? È Micaela Ramazzotti

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La star del Festival di Venezia? È Micaela Ramazzotti

Al Festival di Venezia sono arrivate star da ogni angolo del mondo. Eppure, regina di stile, è stata incoronata l’italianissima Micaela Ramazzotti. Che, col suo abito nero tutto ricoperto di paillettes, dal taglio a sirena e la schiena nuda, ha attirato su di sé l’attenzione di flash e stampa

L’aveva promesso lei stessa, nel suo abito in pizzo giallo. Accollato, con la lunghezza al ginocchio e le maniche poco sopra il gomito, l’attrice – con make-up acqua e sapone e comodo sandalo beige – per il pomeriggio il suo outfit l’aveva scelto semplice semplice. «Stasera vedrete come oso», aveva annunciato. E, la promessa, l’ha mantenuta. Sfilando sul red carpet in versione super sexy.

Glamour, ma impegnata

È un ruolo impegnativo, quello che ha portato Micaela Ramazzotti al Festival di Venezia. In “Una famiglia”, la trentottenne moglie di Paolo Virzì (sposato nel 2009, e papà dei suoi figli Jacopo e Anna) recita il ruolo di una madre disperata. E non è la prima volta che, nella sua carriera, interpreta un ruolo difficile e controverso. L’aveva già fatto in “La pazza gioia”, film diretto da suo marito e ambientato in una comunità di donne affette da disturbi mentali. «Più sono disgraziate e più le voglio fare, ho voglia di difenderle», ha dichiarato durante la presentazione del suo ultimo film. Un film che ha portato l’attrice dritta dritta sul red carpet. Dove, col suo sorriso sexy e il lungo total black, ha conquistato tutti. Incoronandosi regina di stile. Interamente ricoperto di paillettes, il vestito firmato Prada – lungo a scoprire i piedi, coi loro sandali neri – ha colpito soprattutto per la sua audace scollatura sulla schiena. Una scollatura profonda, ma tremendamente chic. Che, sotto la luce degli orecchini e del bracciale Crivelli, brillava ancora di più. Tuttavia, per Micaela Ramazzotti – che già ai David di Donatello, in compagnia del marito, aveva messo in mostra un’eleganza raffinata – a Venezia non c’è stato spazio solo per il glamour. Anzi, c’è stato soprattutto spazio per le riflessioni. «È come se il cinema mi desse l’opportunità di difendere chi da solo non ci riesce», ha dichiarato a proposito del suo ruolo in “Una famiglia”. «Abbiamo cercato di raccontare il nostro tempo, e quanto sia difficile oggi in Italia essere genitori. Adottare è complicatissimo, non puoi farlo se sei single, non sei idoneo o se sei omosessuale, se sei sposato ma non hai una serie di parametri. L’attesa è lunga e snervante. E questo crea una richiesta, un mercato, con prezzi che variano a seconda della necessità, dell’età e dell’etnia del neonato», ha poi detto.

Una storia vera

In lizza per il Leone d’Oro, “Una famiglia” di Sebastiano Riso affronta il difficile tema delle difficoltà nelle adozioni, con la conseguente ricerca di alternative anche illegali per chi vuole diventare genitore a tutti i costi. Ispirato a fatti autentici, il film è molto forte. Micaela Ramazzotti interpreta il ruolo di Maria. «Maria è una madre bambina. È madre a malapena di se stessa. Va in giro con questo giubbino di lana cotta e si abbraccia per farsi forza, per proteggersi, tenendo in grembo un bambino che mai avrà» descrive così, Micaela, il suo personaggio. Perché nel film, Maria, è insieme complice e vittima del marito Vincenzo, che la costringe a vendere i loro figli alle coppie benestanti che non possono averne. «É schiava di un progetto che non ha deciso ma che comunque ha accettato. Sta però meditando un progetto di ribellione, l’emancipazione verso il mondo. Ci sarà una presa di coscienza, una rinascita. Non mi piacciono le eroine», conclude Micaela.

I look di Micaela Ramazzotti al Festival di Venezia

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