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15 settembre 2017

Franca: Chaos and Creation, arriva il film sulla direttrice di Vogue

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Franca: Chaos and Creation, arriva il film sulla direttrice di Vogue

Dal 25 al 27 settembre, selezionate sale cinematografiche proietteranno in esclusiva “Franca: Chaos and Creation”, il film sulla vita di Franca Sozzani nato da un’idea del figlio, Francesco Carrozzini

Se la moda avesse un volto, sarebbe quello di Franca Sozzani. La compianta direttrice di Vogue Italia, scomparsa il 22 dicembre 2016, rivive oggi in un film-documentario, “Franca: Chaos and Creation”, diretto dal figlio Francesco Carrozzini. Che – dopo essere stato presentato a Venezia - uscirà nelle sale il 25, il 26 e il 27 settembre prossimi.

Contributi celebri

È una Franca Sozzani intima ed inedita, quella che emerge da “Franca: Chaos and Creation”. Il ritratto di una professionista, ma anche di una madre. Il racconto di una persona vista dagli occhi di suo figlio, quel Francesco Carrozzini regista prossimo sposo di Bee Shaffer, la figlia della sua alter-ego americana, Anne Wintour. È, si potrebbe dire, una lettera d’amore da un figlio alla sua mamma, dove per mamma si intende una delle personalità più influenti della moda di tutti i tempi. “Franca: Chaos and Creation”, presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uscirà in esclusiva in alcune sale italiane il 25, il 26 e il 27 settembre. Nel film-documentario, Francesco Carrozzini mette in scena le vulnerabilità che, dietro la sua algida facciata, Franca Sozzani nascondeva. Ma racconta anche il dietro le quinte del suo lato più creativo, e lo fa attraverso interviste a lei, ma anche a chi la conosceva bene: da Donatella Versace a Courtney Love, da Marina Abramovic a Karl Lagerfeld, da Naomi Campbell a Bruce Weber e Baz Luhrmann. Ad un certo punto, si sente la Sozzani raccontare a Weber il suo sogno americano, inseguito attraversando l’America facendo l’autostop: «ero con una mia amica, e allora sembrava normale. Fu un mese bellissimo», recita la voce di Franca. Che, dal fotografo, è descritta come una “bellissima donna incinta” (all’epoca di quell’incontro, la giornalista portava in grembo Francesco). «Non mi faceva un sacco di domande, così ho pensato: “cavolo, si fida di me!”. Fu davvero pazzesco», ricorda Weber.

Franca e l’amore

C’è poi, in “Franca: Chaos and Creation”, il racconto del rapporto che legava la direttrice di Vogue al suo fotografo, Paolo Roversi. Tra i due, c’era un affetto grande tanto quanto la stima che provavano l’uno nei confronti dell’altra. «Il problema era che la nostra lingua, a Vogue Italia, era l’italiano. Per parlare al mondo dovevamo puntare sulle immagini, le fotografie», racconta nel film la Sozzani. E, tra quelle da lei più amate, vi erano appunto le fotografie di Roversi. «Sono come dei quadri, le sue foto. Anche se sembrano quasi sempre uscite dal passato, sono molto rapportabili all’oggi»: descriveva così, Franca, il lavoro dell’amico. «In fondo il suo giornale è un autoritratto, il suo giornale la rispecchia completamente. E da ogni fotografo prende quello che le serve per costruire questo autoritratto», le fa eco lui. Perché, in ogni suo progetto, la giornalista ci metteva caos e rischio. «Ho sempre fatto il contrario di quello che mi hanno detto le ricerche di mercato», racconta la Sozzani. Che, nel film, ricorda anche la sua infanzia di bambina determinata. E il suo non avere un amore, se non per il figlio: «i matrimoni sono come le pagine dei giornali, ne giri una, arriva un’altra. E poi, alla fine, la vita ricomincia ogni giorno».

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