29 settembre 2017

Iva Zanicchi: "La cover di Playboy? Non la rifarei!"

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Iva

Iva Zanicchi

Era il 1970 quando Iva Zanicchi fu protagonista della cover di PlayBoy. Ci mostrò un erotismo fino a quel momento rimasto nascosto. La abbiamo intervistata per rivivere con lei quei giorni, pensando a Hugh Hefner, l'inventore dell'impero PlayBoy scomparso a 91 anni, il 28 settembre

di Fabrizio Basso

(@BassoFabrizio)

Prima che la rete rendesse visibile (magari non palpabile ma quanto meno credibile) ogni nostro desiderio, anche quello che neanche davanti allo specchio confessi, c'era un impero chiamato PlayBoy e il suo sovrano era Hugh Hefner, scomparso lo scorso 28 settembre all'età di 91 anni. Una delle province ai confini dell'impero era l'Italia con la sua edizione. Tra e prime a comparire sull'ambita copertina fu Iva Zanicchi. Che ora ci racconta quei giorni.

Signora Zanicchi circa 48 anni fa si mostrò sulla copertina di PlayBoy.

Ho commesso tanti errori nella mia vita, artistici e umani, ma rifarei tutto. Tranne la copertina di Playboy.
Davvero? Pensare che c'è chi pagherebbe per finirci.
Guardi io sono sempre stata una timida, riservata.
Come andò?
Il direttore dell’edizione italiana era Paolo Mosca, quando mi ha proposto il servizio ero un po’ scettica ma mi fidavo e quindi ho accettato.
Cosa la ha convinta?
Avevo 40 anni e sentivo la vocina di mamma Natura che mi diceva di riflettere. Ma notavo il fisico che iniziava a mutare.
La angosciava quella sensazione?
Non era mica come oggi che ci sono un mucchio di trucchi per restare giovani grazie anche ai miracoli di photoshop.

Viene da dire: per fortuna.
Come conseguenza dell'ingresso negli anta si è intromesso un pizzico di presunzione personale e ho accettato.
Si sentiva un simbolo di erotismo?
Non mi sono mai sentita una immagine di erotismo ma sapevo di piacere. La mia vita non ha mai attraversato scandali, mai avuto amanti e dunque alla fine ho ceduto. Anche quando mi dicevano di allentare un altro bottone, di aprire un po’ la camicetta. Ma di nudo non c’era nulla.
Da vestiti si è più sexy: basta pensare a Laura Antonelli sulla scala nella locandina di Malizia.
Ha sconvolto una generazione. Il ragazzino che da sotto la scala guardava le sue calze velate resta una icona tutt'oggi.
In quel periodo chi erano gli oggetti del desiderio?
Ornella Vanoni e Patty Pravo.
Sta lavorando a un progetto discografico?
Ascolto nuovi autori, scrivo...non mi arrendo.
Altri progetti?
Da ottobre faccio un tour teatrale con Marisa Laurito: portiamo in giro Le due fuggitive, una divertente commedia francese.
Sul palco sarà più castigata che sulla cover di Playboy, supponiamo.
Certo. Ma va detto che oggi la fisicità si mostra di più ma c’è un limite.
Quale?
Le ragazze si assomigliano un po’ tutte. Io resto dell’idea che la vera bellezza sta nella diversità.

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