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23 ottobre 2017

Playboy apre alle modelle transgender: ecco Ines Rau

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Playboy apre alle modelle transgender: ecco Ines Rau

Per la prima volta, Playboy dedica un servizio ad una modella transgender. Lei è Ines Rau, e sarà la playamate di novembre dell’edizione americana della rivista. Un altro successo, per una modella che – ormai da qualche anno – è corteggiatissima dal mondo della moda.

Ventiseienne costantemente in viaggio tra Parigi e New York, Ines Rau sarà la prima modella transgender ad apparire su Playboy. Ma non è, la modella, nuova al mondo delle riviste: protagonista di molte campagne pubblicitarie, è apparsa in numerosi magazine e ha sfilato sulle passerelle di tutto il mondo. Oggi, però, la sua carriera ha un tassello in più.

L’importanza della nudità

Un lungo servizio fotografico nelle pagine centrali della rivista, scattato dal canadese Derek Kettela e corredato da una profonda intervista: è tutta per Ines Rau, la cover story del numero di novembre di Playboy. Dopo la copertina dedicata a Hugh Hefner, la prima con il volto di un uomo da solo, il celebre magazine apre così ad una nuova rivoluzione: per la prima volta, le sue pagine accoglieranno una modella transgender. La 26enne Ines Rau sarà infatti protagonista del numero di novembre/dicembre dell’edizione americana di Playboy. Modella di successo, protagonista di campagne pubblicitarie come quella di Balmain, Ines Rau ha calcato le passerelle delle più grandi Maison ed è stata in passato ritratta su Vogue Italia. Già nel maggio del 2014, in realtà, la rivista fondata da Hugh Hefner le aveva dato spazio: quella volta, però, si trattava di un numero speciale che incoraggiava una visione più progressista dei generi sessuali. Ora, invece, lei è la protagonista. Ed è straordinaria. «La nudità non dovrebbe essere un tabù. Mostrarmi nuda significa molto per me, essendo passata attraverso un percorso di transizione per essere ciò che sono ora. La nudità è una celebrazione dell’essere umano, al netto negli eccessi. Non c’entra con la sessualità ma con la bellezza di un corpo, sia questo maschile o femminile», si legge sull’account Instagram ufficiale di Playboy. Le parole, un estratto dell’intervista a Ines Rau, commentano un ritratto in cui – la modella – appare in tutta la sua bellezza.

L’accettazione passa attraverso l’amore

Nata a Parigi da genitori d’origini francesi e nordafricane, inizialmente Ines Rau non si presentava come transgender. Aveva paura di sembrare strana, e di non riuscire a trovare un partner. Per lei, essere stata chiamata da Playboy è stato come ricevere un mazzo di rose rosse gigantesco. «È una salvezza poter dire la verità su di sé, che si tratti di parlare di genere, di sessualità, di qualunque cosa. Le persone che ti rifiutano non ti meritano. Non si tratta di essere amati dagli altri: si tratta di amare se stessi», ha dichiarato. E, sebbene prima di lei sulla rivista sia già apparsa una modella transgender (Carolina “Tula” Cossey posò per Playboy nel 1981, prima di recitare in una puntata della saga di James Bond, ma solo l’anno dopo si seppe che era nata maschio), lei è la prima playmate a farlo in maniera ufficiale. Di Ines Rau, si legge sul magazine: «puoi avvertire la sua presenza prima ancora che i tuoi occhi si posino su di lei. È più minuta di quanto facciano credere la sua struttura ossea e i suoi zigomi scolpiti. Ma ha l’atteggiamento di chi ha vissuto tutto il peggio e tutto il meglio che la vita può offrire».

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