Gal Gadot svela: "Mi sono sempre vergognata del mio accento marcato"

Gal Gadot, star e attrice volto di Wonder Woman, è piuttosto sicura di una cosa: la sua carriera potrebbe aver impiegato così tanto tempo a decollare proprio perché ha sempre tentato di mascherare il suo accento. Originaria di Israele, ex soldatessa e adesso attrice di Hollywood di fama planetaria, il successo ha bussato alla sua porta proprio quando Gal ha “smesso di preoccuparsi” del suo modo di parlare.

Gal Gadot è originaria di Israele e parla fluentemente la lingua ebraica. I suoi corsi d’inglese sono cominciati relativamente tardi, e la sua padronanza della lingua è arrivata con serie televisive come “Friends” e “Seinfeld”, ma il suo accento non se n’è mai andato del tutto.

Gal Gadot: tormentata dal suo accento?

L’accento marcato di Gal Gadot l’ha sempre un po’ perseguitata. Nel corso della sua intervista con GQ, la star ha ammesso che la sua carriera potrebbe aver impiegato così tanto tempo a decollare proprio per colpa del suo accento. La sua presa sull’inglese è ferma, se non addirittura una morsa che non lascia scampo alla pronuncia. Di tanto in tanto, quando parla, la star traduce in maniera quasi automatica le forme idiomatiche ebraiche e le riporta, parimenti, in inglese. Il risultato è allo stesso tempo incomprensibile ed esilarante, ma a Wonder Woman si perdonerebbe questo e altro, giusto? «Ho combattuto il mio accento per così tanto tempo. Mi imponevo di “suonare più americana”. Ero anche piuttosto timida sulla mia pronuncia… fino a che non ho deciso di lasciarla andare». Quando non puoi rimuovere un accento, del resto, è meglio non forzare: «Il mio maestro di dizione mi ha detto semplicemente di padroneggiare il mio accento. Fintanto che sono chiara e posso spiegarmi bene, non c’è bisogno di rimuoverlo. Posso tenerlo. E dal momento in cui ho deciso di seguire il suo consiglio, mi sento davvero libera». Una liberazione linguistica, se possiamo dire: «È divertente, perché la lingua è uno strumento di comunicazione. Se non sei a tuo agio con l’accento, non sei nemmeno a tuo agio nella comunicazione. Se però accetti di essere diverso, e capisci che tutto sommato va bene così e sei a tuo agio con questa diversità, piano piano le persone accanto a te cominceranno ad accettarlo di riflesso».

Un “punto debole”

«Mi piace considerare il mio accento come un aspetto vulnerabile di me. Mi piace esporlo alle persone perché in questo modo riesco sempre ad imparare qualcosa di nuovo. Non vorrei mai trovarmi nella posizione in cui le persone hanno paura di correggermi quando dico qualcosa di sbagliato… A volte, in realtà, mi sento stupida. In ebraico, quando rilascio interviste, quando parlo con le persone – Beh, ho letto tantissimo crescendo, e per me una certa eloquenza, una proprietà di linguaggio, costituiscono un valore importantissimo. Voglio essere grammaticalmente precisa. In inglese, invece, non importa quante volte leggo qualcosa – lo sai, come per esempio fare le liste di parole da memorizzare – non è ancora un linguaggio che fa parte del mio DNA!» Anche la sua voce è stata spesso frutto di problemi: «Quando ero bambina, avevo una tonalità molto rauca e perdevo spesso la voce. Sono entrata in terapia per imparare a respirare correttamente, ma la mia voce è rimasta molto ruvida». E molto sensuale, se possiamo permetterci.

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