22 dicembre 2017

Dita Von Teese: "Dobbiamo conquistare l'età, non sconfiggerla"

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Dita Von Teese: "Dobbiamo conquistare l'età, non sconfiggerla"

Ogni star affronta l’annosa questione dell’invecchiamento a modo suo. C’è chi l’affronta come una battaglia, chi come una guerra e chi semplicemente fa il suo lavoro e sa che, alla fine, accadrà a tutte. Dita Von Teese è convinta che la seduzione non sia una questione di numeri o di anni, ma è un fuoco speciale che brucia dentro di noi.

Dita Von Teese trova che la bellezza non sia una questione di età, di misure o di concetti preconfezionati che vengono serviti, pronti e infiocchettati dai tabloid. Per lei è tutta un’altra storia: ecco cosa ha affermato la regina del burlesque in un colloquio con il People Magazine. Un racconto dedicato agli anni che passano.

Dita Von Teese: il suo concetto di età

«Trascorro molto tempo con donne più anziane di me che si sentono sexy e glamour. Le rispetto molto, e amo raccogliere da loro qualsiasi tipo di saggezza desiderino impartirmi,» afferma Dita, «Di recente, ho avuto il piacere di pranzare con Mamie Van Doren, l’attrice e iconica pin-up degli anni ’50. A 86 anni, è rimasta una donna sensuale alla stessa maniera in cui lo era a 19. Certe cose non cambiano». La carriera da pin-up di Dita è iniziata quando aveva 19 anni, e a suo avviso non era altro che una «timida, mediocre biondina del Michigan». Dita cercava la sua idea di femminilità tra i film d’epoca, dove le dive in bianco e nero sfoggiavano i loro look che hanno fatto la storia. «Un giorno mi hanno portata in uno strip club. Le ragazze non si svestivano: danzavano in bikini. A quel punto ho deciso di andare a lavorare lì, ma ero un pesce fuor d’acqua. Una ragazza che si esibiva in lingerie d’epoca e corsetto, che stava sviluppando il suo personale stile burlesque. Lo spogliarello mi faceva sentire forte. La teatralità degli abiti cambia il tuo modo di comportarti, di essere, di camminare. Usavo la mia eccentricità come un’arma, indossavo il rossetto rosso, il tacco, cappelli e guanti di cuoio. Abiti estremi: da femme fatale o da cattiva dei cartoni animati».

Acceleriamo il tempo fino agli anni 2000. La carriera di Dita nel burlesque è decollata, la rivista erotica Playboy impazza e Harrods produce il suo primo libro: “Burlesque and the Art of the Teese”. Alla presentazione c’erano circa duemila persone, di cui molte erano donne in abiti vintage. «Volevano la stessa cosa che volevo io, queste donne. Non riuscivo a relazionarmi ai concetti mainstream di bellezza e sensualità, come le modelle di Victoria’s Secret. Amavo Betty Grable e Hedy Lamarr. Loro, per me, sono creazione».

Dita: una donna speciale

«Nel 2016 ho ballato al Crazy Horse, il cabaret storico di Parigi. Accanto a me, donne di qualsiasi estrazione, provenienza, altezza ed età. Mi sono sentita vulnerabile: dovevo ballare quasi nuda accanto a donne con 20 anni in meno di me. Ma per fortuna l’ho fatto. È stata una sfida, ma le recensioni mi hanno definita più in forma che mai». Ed è per questo che la star del burlesque è arrivata alla sua personale conclusione sull’età. Una conclusione ruvida, impietosa e, al tempo stesso, concreta: «Quando le persone fanno affermazioni o lanciano frecciatine sull’età, trovo che siano poco lungimiranti. Qual è l’alternativa? Morire giovani? Me lo chiederesti, se fossi un uomo? Ti stai chiedendo se sono preoccupata dell’età che avanza? Certo che lo sono, tutti lo siamo».

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