05 maggio 2017

The Big Bang Theory incontra i Simpson: l'omaggio alla serie tv

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The Big Bang Theory incontra i Simpson: l'omaggio alla serie tv

The Big Bang Theory incontra i Simpson. I fan più attenti del “miglior cartone animato del secolo”, secondo il Time, e della serie tv più seguita del momento, si sono goduti una puntata molto divertente. Nella sigla, i Simpson hanno fatto un omaggio alla scena del divano di Sheldon e compagni.

The Big Bang Theory e I Simpson: che cos’hanno in comune? La prima è una sitcom che parla delle vicende di quattro ragazzi cervelloni e asociali che viene totalmente scompigliata dopo l’incontro con Penny, una bionda frizzante e super sexy. I Simpson, beh, li conosciamo da decenni. Pochi giorni fa, il cartone animato ideato da Matt Groening ha spento 30 candeline, dopo 600 episodi e almeno due profezie che si sono avverate. Le “note” di questi due capolavori della risata si sono di recente incontrate. Come? Nel modo più divertente e originale possibile ovviamente, in perfetto “stile Groening”: la sigla dei Simpson, che per ogni puntata è sempre diversa, ha fatto un omaggio a Sheldon e compagni.

Da dove arriva la sigla di The Big Bang Theory? Tutte le curiosità

La celeberrima sigla di The Big Bang Theory si intitola “The history of everything” e, in effetti, parla dell’evoluzione del mondo, dal primo vagito dell’universo ai giorni nostri. Il brano è dei Barenaked Ladies, un gruppo alternative rock canadese: com’è nato? Prima di tutto, i due produttori, Chuck Lorre e Bill Prady, nel 2006 hanno contattato la band e consegnato loro un libro di Simon Singh, scrittore inglese, dal titolo – guarda caso – “Big Bang”. Il gruppo doveva ispirarsi al trattato scientifico di Singh per mettere in musica la scienza in modo originale e divertente. Nel 2007, The Big Bang Theory sbarca sul piccolo schermo e la colonna sonora dei Barenaked Ladies ha un successo incredibile – almeno quanto la serie tv – tanto da posizionarsi nella top five delle sigle. La melodia è pimpante, velocizzata rispetto alla versione originale, e le immagini che scorrono sullo schermo sono ipnotiche. Mettendole in slow motion, scopriamo che, sotto i nostri occhi, si alternano oltre 100 fotogrammi che raccontano la storia del mondo, dal Big Bang, agli scienziati, alla storia dell’arte, ai simboli religiosi. Fino ad arrivare alla vera “Big Bang Theory”, ovvero quella di Leonard, il nerd per eccellenza, che riesce a fare sua la donna dei sogni, la biondissima Penny. Il titolo, è un sapiente gioco di parole: il verbo “bang”, in inglese, significa anche “conquistare”, nel senso più fisico del termine.

Quando “Bang” diventa “D’oh”

Anche se Sheldon e Leonard sono entrati nei nostri cuori “solo” da dieci anni, mentre per i Simpson dobbiamo moltiplicare la cifra per tre, non è un caso che le stesse persone che adorano il pungente cartone animato siano state totalmente conquistate dalla “smartitudine” della serie tv di Lorre e Prady. Esattamente come è successo per noi, anche Matt Groening è rimasto affascinato da The Big Bang Theory, a tal punto da voler rendere omaggio alla serie in un modo tutto suo. La sigla è stata ricomposta secondo la storia dei Simpson e al posto di fatti storici più importanti, sulla linea del tempo, sono indicati i titoli degli episodi più importanti del cartone animato. Infine, ecco una delle cose che accomuna davvero sia le storie dei quattro nerd che quelle della yellow family: il divano. La chiusa dei Simpson, sempre diversa, si focalizza sui cinque omini gialli che si riuniscono sul sofà, esattamente come succede nella sigla di TBBT, anche se in questo caso i ragazzi sfruttano il divano per mangiare tutti insieme. La “storia di ogni cosa” è finita e, nel secondo caso, la sigla esplode in un “Bang” finale. Come poteva andare a finire, invece, per la famiglia di Homer? Ovviamente, con un sonoro e classicissimo “D’ho”!

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