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18 maggio 2017

Cannes 2017: lo staff scherza sui giornalisti con messaggi esilaranti

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Cannes 2017: lo staff scherza sui giornalisti con messaggi esilaranti

“Sono così patetico: mi sono fatto un selfie sul red carpet” - questo e molti altri messaggi sono stati il filo conduttore dei distintivi regalati dal Festival di Cannes 2017 ai giornalisti presenti alla Conferenza Stampa dell’evento. Il risultato? Un esilarante esempio di trolling di un evento che riesce a rimanere sulla cresta dell’onda proprio perché, a volte, non si prende troppo sul serio.

I tempi cambiano, e il Festival di Cannes si mantiene al passo con i tempi lasciando trasparire un umorismo insospettabile. Chi se lo aspettava che gli organizzatori di un evento così pomposo e opulento potessero presentarsi alla conferenza stampa con un simile regalo!

Gli eventi motori

I giornalisti sono stati accolti da un pingue press kit da portare in redazione e una pletora di spillette con alcuni dei messaggi più spiritosi che, in qualche modo hanno ripercorso e animato tutte le edizioni del Festival di Cannes degli ultimi tempi. A quanto pare lo staff prende molto sul serio il lato glamour dell’evento. Quando Zachary Quinto tentò di entrare alla premiere del suo stesso film, fu cacciato dalla sicurezza indispettita per non aver rispettato il dress-code. Qualche anno dopo, Cannes entrò nell’occhio del ciclone per aver tentato di abolire le scarpe senza tacco dal red carpet – inutile dire che le donne impazzirono di rabbia alla sola idea. Perfino Kirsten Stewart, amatissima dalla kermesse, si espresse contraria alla proposta che, nel tempo, divenne il celebre caso “Flatgate”.

Nel 2015 il direttore del Film Festival, Thierry Fremaux, emanò un editto per proibire la diffusa e – a suo parere – volgare arte del selfie sul red carpet. “You never look as ugly as you do in a selfie,” è la frase con cui Thierry cercò di bandire una moda che, ai tempi, stava decisamente uscendo fuori controllo. Sebbene questa regola non sia mai stata rinforzata con delle punizioni, i giochi e le battute in tal senso si sono sprecate – soprattutto tra i giornalisti che ne vedono di tutti i colori.

Le spille incriminate

Le spille le ha pensate un membro dell’organizzazione della Marche du Film, il quale ha ideato anche le frasi da apporvi. Alcune sono state mantenute in francese mentre altre, più diffuse, tradotte anche in lingua inglese. Tra le linee più spiritose ci sono: “It’s the latest by what’s-his-name, the guy who did that other movie” (“È l’ultimo film di quello come-si-chiama, il tizio che ha fatto anche l’altro film”); “What can you do with your badge?” (“Cosa puoi fare col tuo badge?”); “What won the Palme d’Or last year?” (“Chi ha vinto la Palma d’Oro l’anno scorso?”); “But we do work in Cannes”; (“Ma noi lavoriamo, a Cannes”). Una delle migliori è e resterà sempre “My dream: to walk the red carpet in flip-flops”, ovvero: “Il mio sogno: sfilare sul red carpet con le infradito”. Imperdibile anche la spilletta: “How come I didn’t get invited?”, “Com’è possibile che non mi abbiano invitato?” in riferimento a tutti coloro che vanno a Cannes nella speranza di potersi imbucare in una delle feste più esclusive.

La mente geniale dietro queste frasi iconiche è Caroline Vautrot, che si occupa della comunicazione all’interno del Festival. “Questo evento cinematografico ha compiuto 70 anni e sa come mantenersi giovane, ascoltando le critiche di chi partecipa e prendendosi un po’ in giro”.

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