07 giugno 2017

Bob Dylan, premio Nobel: "Le canzoni non sono letteratura"

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Bob Dylan, premio Nobel: "Le canzoni non sono letteratura"

“Le canzoni non sono letteratura, non sono fatte per essere lette”. Dopo il chiacchieratissimo premio Nobel alla letteratura andato, nel 2016, a Bob Dylan, il cantautore continua a far parlare di sé con un discorso incredibile.

Avevamo quasi perso le speranze di poter sentire il discorso di ritiro del premio di Bob Dylan, Nobel per la letteratura. La scadenza era il 10 giugno, dopodiché non avrebbe più potuto ritirare il suo premio da 900 mila dollari. Obbligo fondamentale per poterlo ricevere: il discorso, arrivato proprio ieri e che ha commosso il mondo.

Il mondo spaccato in due sul Nobel di Dylan

Il primo musicista che abbia mai vinto un Nobel per la letteratura è proprio Bob Dylan. Il suo iniziale e apparente disinteresse per una delle onorificenze più alte, nel mondo delle lettere, è sembrata al resto del mondo decisamente “maleducata e arrogante”. Nel corso dell’ottobre 2016 è stato dichiarato vincitore, spaccando l’opinione pubblica a metà. Perché mai un cantautore, per quanto bravo, avrebbe dovuto ottenere un premio destinato ai più grandi letterati della storia del mondo? L’apparente ritrosia con cui Bob Dylan si è approcciato all’idea, tra l’altro, ci aveva fatti pensare che la star di “Like a Rolling Stone” non apprezzasse davvero un simile titolo. Poi però è arrivato il discorso di ieri, e tutto è cambiato.

Il discorso

“Se potessi tornare indietro, all’alba della mia carriera, tornerei a Buddy Holly. Lui è il mio archetipo. Era tutto ciò che non ero, e che volevo essere,” ha dichiarato Dylan. “Lui era una presenza potente, elettrizzante, era immanente! Sin dal primo momento ho sempre pensato che fosse mio fratello. Mi ero persino convinto di assomigliargli. E poi, all’improvviso, è successa la costa più strana. Mi ha guardato negli occhi, in questi stessi occhi, e mi ha trasmesso qualcosa. Qualcosa che non so cosa sia, ma che mi ha fatto venire i brividi”. Bob Dylan ha raccontato così di tutte le influenze musicali che l’hanno reso uno degli artisti più incredibili dei tempi moderni. Da Leadbelly fino alle opere letterarie che l’hanno aiutato a costruire la sua forma mentis, come “Moby Dick”, “Niente di nuovo sul fronte occidentale” e l’Odissea: “Volevo scrivere delle canzoni che nessuno avesse mai ascoltato prima”.

Bob Dylan ha fatto anche un importante riferimento alle critiche ricevute per il premio, raccontando del suo punto di vista con sincerità: “Le canzoni non sono come la letteratura, sono fatte per essere cantante, non lette. Le parole delle opere di Shakespeare erano intese per essere recitate sul palcoscenico, e così la musica non è fatta per essere letta su una pagina”. E poi ancora: “Spero che molti abbiano la possibilità di ascoltare queste liriche così come era intenzione farle sentire, nel corso di un concerto o su un disco, o come la gente ascolta la musica in questi tempi. Le nostre canzoni sono vive, nella terra dei vivi.” La citazione finale è tutta dedicata a un autore speciale: “Ritorno alle parole di Omero, che dice: ‘Cantami, O Diva, e attraverso me racconta la storia’”.

L’emozionante discorso di Bob Dylan ha siglato l’ufficializzazione del suo premio Nobel e del corrispettivo in denaro di 900 mila euro, a cui si somma una medaglia e il riconoscimento internazionale tra i poeti, maestri della parola dei nostri tempi.

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