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05 ottobre 2017

La mostra "David Bowie is" arriva a New York

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David Bowie

Dopo quattro anni, la mostra “David Bowie is”, dedicata al Duca Bianco, approda al Brooklyn Museum di New York. L’esposizione, che comprenderà anche oggetti mai visti prima, durerà fino al 15 luglio 2018.

La mostra di maggior successo degli ultimi anni, “David Bowie is”, dedicata al Duca Bianco, arriva a New York, al Brooklyn Museum.

In esposizione anche oggetti mai visti prima

David Bowie is” è una fortunatissima mostra realizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra nel 2013 e, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne, Groningen, Bologna, Tokyo e Barcellona, dal 2 marzo al 15 luglio 2018 sarà nella Grande Mela. La mostra, curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh, e fortemente voluta dallo stesso Bowie, permette di entrare completamente nel mondo del Duca Bianco, attraverso circa 300 oggetti dell’archivio personale del musicista, 60 costumi originali e installazioni multimediali. Tra gli oggetti presenti: fotografie, appunti, bozze, testi autografi, lettere, modellini, disegni, strumenti musicali appartenuti al grande performer inglese. Il Brooklyn Museum ha fatto sapere che in occasione della tappa newyorkese saranno esposti oggetti mai visti nelle esibizioni precedenti. La maggior parte del materiale proviene dai “David Bowie Archives”, composti da circa 75.000 pezzi. “David Bowie is” celebra la vita e l’opera del grande artista scomparso. Attraverso la mostra è possibile ripercorrere cinquant’anni di carriera del Duca Bianco e come la sua arte abbia influenzato non solo la musica ma anche il teatro, il cinema, la moda e tutta la cultura contemporanea. “David Bowie is” è incentrata soprattutto sui processi creativi dell’artista britannico, è un percorso nelle tante identità di David Bowie, che ha fatto del proprio corpo uno spettacolo vivente.

Moda e musica in un un’unica esibizione

Il viaggio attraverso “David Bowie is” è multisensoriale: si va dalla musica ascoltata in cuffia al video del live del 1972 a Top of The Pops, con esposta accanto la tuta di Ziggy Stardust. I costumi sono una parte fondamentale della carriera di Bowie e della mostra: ogni epoca viene scandita da uno specifico abito. Abbiamo il costume di Pierrot di Natasha Korniloff per la copertina di Scary Monsters (and Super Creeps), la tuta di Kansai Yamamoto per il tour di Aladdin Sane e persino il cappotto Union Jack di Alexander McQueen per la copertina dell’album del 1997, Earthling. La vita artistica di David Bowie viene ripercorsa fin dagli inizi, da quando, sedicenne, si introduceva con le sue band nella scena londinese degli anni ’60. «Londra era una polveriera. La droga imperversava. Le pasticche erano appannaggio dei mod. Vivevano solo grazie alle anfetamine che permettevano loro di ballare e di trascinarsi per tutta la notte. L'eroina arrivò più tardi, alla fine degli anni 60. Io volevo vedere e capire quello che capitava. La mia paura era di passare di fianco a una nuova moda che stava per arrivare. Non desideravo altro che locali. Ci andavo sia per l'esperienza sia per riempirmi le orecchie. Per il volume alto, per ascoltare Georgie Fame, per scoprire il jazz», ha dichiarato su quegli anni lo stesso Bowie.

Il genio mutante

David Bowie - scomparso il 10 gennaio 2016, all’età di 69 anni – è stato un artista carismatico e poliedrico, in grado non solo di anticipare le mode e le tendenze ma di crearle. Un genio mutante, con le sue tante identità – da Ziggy Stardust a Alladin Sane – ha contaminato la musica con il teatro, con le arti visive, con la danza o il fumetto, dando inizio a quella che poi è diventata la pop-art.

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