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09 ottobre 2017

American Horror Story: in USA ritardano un episodio, ecco perché

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American Horror Story: in USA ritardano un episodio, ecco perché

In un periodo storico così delicato come questo, le serie televisive come American Horror Story, specialmente con le tematiche trattate dall’attuale stagione “Cult”, percorrono una strada molto pericolosa. Dopo la tragica sparatoria di Las Vegas, infatti, il network USA che manda in onda la serie horror di Ryan Murphy ha deciso, in tutta probabilità, di posticipare l’uscita dell’episodio. Il motivo? Scopriamolo insieme.

Il sesto episodio della corrente stagione di American Horror Story: Cult potrebbe essere posticipato o subire rimaneggiamenti significativi a causa dei recenti eventi che hanno colpito l’America, in particolare Las Vegas.

Una puntata atrocemente attuale

L’atroce tragedia della sparatoria di Las Vegas, al concerto country, arriva in concomitanza con la sesta puntata dell’attualissima stagione di American Horror Story: Cult. Il titolo dell’episodio? “Mid-Western Assassin”, ovvero “assassino occidentale”. Una coincidenza troppo grande, troppo dolorosa e potenzialmente di cattivo gusto che sta mettendo in discussione la pubblicazione, che potrebbe venir rimandata o, probabilmente, rimaneggiata per rimuovere le scene della sparatoria. In questo episodio della serie, infatti, un terrorista farebbe irruzione ad un comizio politico aprendo il fuoco sulla folla: un tema troppo caldo, troppo atroce e troppo fedele alle news degli ultimi giorni. L’evento di domenica è ancora caldo nella mente degli americani, e la decisione del network di rivalutare l’uscita dell’episodio è quanto mai comprensibile.

Nessuna “predizione”, solo orribili coincidenze

La sesta puntata di American Horror Story: Cult è stata naturalmente registrata e finalizzata diversi mesi fa, e nessuno poteva immaginare che l’uscita dell’episodio avrebbe ricalcato in maniera così inquietante gli eventi della tragedia del concerto di Las Vegas. L’attuale stagione di AHS, serie antologica che tratta un tema horror differente ad ogni stagione pur mantenendo quasi sempre lo stesso cast, si intitola “Cult”. La storia comincia il giorno in cui Donald Trump diventa il Presidente eletto degli Stati Uniti d’America, suscitando reazioni molto differenti nella popolazione americana. Il personaggio di Sarah Paulson, Ally, reagisce con un grido e un pianto, e l’evento scatena in lei alcune delle fobie che solo anni di terapia erano riusciti a sedare. Dall’altra parte c’è Kai, il personaggio di Evan Peters, capobanda di una squadra di pazzi clown e fermo sostenitore che l’America dovrebbe appartenere agli americani, e non agli immigrati. La serie è nota per le sue scene splatter e terrificanti, e anche quest’anno non è da meno: sebbene le pistole non fossero l’arma prediletta dei “cattivi”, la sesta puntata si offriva di aprire un nuovo spiraglio sulla situazione attuale americana, ma Ryan Murphy non avrebbe mai immaginato che l’episodio sarebbe giunto in concomitanza di una delle sparatorie più sanguinose della storia a stelle e strisce.

L’idea attuale della produzione è quella di ritardare l’uscita dell’episodio oppure di rimuovere completamente le scene più vivide della sparatoria. La seconda, nella storia di American Horror Story. La prima ha avuto luogo nella prima stagione, “Murder House”, ed era un chiaro riferimento al controverso Massacro della Columbine High School del 1999. I produttori e il regista, Ryan Murphy e Brad Falchuk, non si sono ancora pronunciati sulla faccenda.

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