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23 ottobre 2017

Cate Blanchett: da Manifesto ad eroina nel terzo capitolo di Thor

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Cate Blanchett: da Manifesto ad eroina nel terzo capitolo di Thor

Cate Blanchett sbarca al cinema nel film “Manifesto”, surreale e artistico. E, negli stessi giorni, è la dea della morte in “Thor Ragnarok”. Confermandosi così, a 48 anni, l’attrice – straordinaria – del momento.

Due film completamente diversi, per un’attrice versatile che – alla soglia dei cinquant’anni – non ha nessuna paura di mettersi in gioco. Neppure se, per mettersi in gioco, è costretta a sottoporsi ad un tostissimo allenamento degno di un supereroe. In questi giorni, Cate Blanchett dà prova di tutta la sua bravura in due film evento: “Manifesto” e “Thor Ragnarock”. E strappa lunghi applausi.

Un’attrice per 13 ruoli

Firmato dall’artista e regista tedesca Julian Rosefeldt, “Manifesto” non è solamente un film. È un progetto intellettuale, è un capolavoro d’arte. Ed è il palcoscenico per una straordinaria Cate Blanchett. Nato dal ri-assemblaggio di una videoinstallazione che a Julian fu commissionata dall’Australian Centre for the Moving Image, “Manifesto” è stato realizzato con un budget inferiore al milione di dollari. E vede Cate Blanchett cimentarsi con l’interpretazione di 13 personaggi diversi: dalla presentatrice tv alla clochard, dall’operaia alla broker, dalla coreografa fino alla punk e alla maestra di scuola. A fare da sfondo, location incredibili: il Jacob and Wilhelm Grimm Center di Berlino, l’ex stazione d’ascolto NSA di Teufelsberg. Passando da un ruolo ad un altro, completamente diverso, Cate Blanchett dà voce a donne che – attraverso la loro cultura e il loro pensiero – raccontano il Manifesto del Partito Comunista, il Dogma 95, i motti dadaisti. E così via. Uno scenario per ogni personaggio, e per ogni movimento che il suo intenso monologo celebra. «Quando guardi un film, ti aspetti che racconti una storia. Questa volta, però, la storia non c’è. Devi crearla tu, la sua visione», ha dichiarato l’attrice in merito al suo ruolo (anzi, ai suoi ruoli) in “Manifesto”. «È raro che siedi sulla poltrona di un cinema, e permetti al tuo cervello di distendersi e di correre libero. Di solito, sei condotto da una voce narrante da un punto della narrazione ad un altro, fino alla conclusione del film. Ma non è questo il caso».

Una combattente gentile

Ma, Cate Blanchett, non è solo un’attrice impegnata. In questi gjorni, al cinema, la vediamo infatti anche nel ruolo della dea della morte nel terzo capitolo della saga di Thor. In “Thor Ragnarok” l’attrice è Hela, capelli corvini e tanta voglia di impossessarsi del trono. Al suo fianco, il sogno-di-tutte-le-donne Chris Hemsworth. Per calarsi nei panni della combattente, Cate ha dovuto allenarsi duramente. «Per la prima volta, mi sono allenata sul serio. Questo è un ruolo molto fisico», ha dichiarato. Ma non è che, di quell’allenamento, fosse al momento proprio entusiasta… «È stato orribile, terrificante. Ero costretta ad allenarmi in un circuito che alternava pesi ad attività cardio: durava solo venti minuti, perché dovevo farlo tra una scena e l’altra. È stato allucinante, ma anche grandioso. Adesso, ad esempio, vorrei svegliarmi alle 6 del mattino per allenarmi 20 minuti prima che i miei figli si sveglino. So che è bizzarro. Non lo sto più facendo, ma lo vorrei fare». A VanityFair, invece, Cate Blanchete ha confessato di essersi divertita molto nei panni della dea della morte. «Penso che i cattivi migliori siano sempre quelli a cui vuoi un po’ di bene anche se detesti quello che fanno, ma è come se li comprendessi. Era come: “oggi posso anche non parlare, posso semplicemente scannare qualcuno con un’ascia. È tremendamente bello”».

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