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31 ottobre 2017

Prince: in una mostra a Londra, i suoi oggetti personali

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Prince

È stata appena inaugurata a Londra “My name is Prince”, una mostra che raccoglie molti oggetti, tra cui tanti effetti personali, appartenuti al folletto di Minneapolis, scomparso il 21 aprile 2016. La mostra è a cura della sorella di Prince, Tyka Nelson.

A un anno e mezzo dalla scomparsa di uno degli artisti più originali e carismatici della storia della musica, Londra gli dedica una mostra. “My name is Prince” è l’esposizione dedicata al genio di Minneapolis, scomparso a soli 57 anni il 21 aprile del 2016.

Gli oggetti provenienti dallo studio di registrazione

La mostra è stata curata personalmente dalla sorella di Prince, Tyka Nelson, che ha scelto ogni oggetto con particolare attenzione. La maggior parte del materiale esposto proviene dai Paisley Park Studios, il quartier generale di Prince, dove l’artista viveva e registrava i suoi pezzi e nel cui ascensore è stato trovato privo di vita, ucciso da un’overdose di oppiacei. La mostra, prima in assoluto dedicata al cantante, è stata allestita all’02 Arena e sarà aperta per circa 42 giorni. Tra gli oggetti esposti, la chitarra Gibson che Prince utilizzò nella sua prima apparizione televisiva, nel 1980, ma anche la chitarra arancione che l’artista si fece costruire appositamente per la performance del Super Bowl del 2007. Non solo, i visitatori potranno anche vedere raccolti molti dei vestiti di scena del folletto di Minneapolis, completi di scarpe e occhiali. Ma ancora manoscritti originali delle canzoni, bozze dei vestiti, appunti a penna, gioielli e altri oggetti personali.

Il legame di Prince con la città di Londra

Prince – all’anagrafe Prince Rogers Nelson – è nato e cresciuto a Minneapolis, dove ha vissuto gran parte della sua vita, ma è sempre stato molto legato a Londra, ecco perché la sorella ha deciso di scegliere la capitale inglese come luogo per la prima mostra dedicata al musicista. A Londra, Prince stabilì un record nella storia della musica: tra agosto e settembre 2007, l’artista tenne ben 21 concerti, totalizzando oltre 350mila biglietti venduti. L’impresa si chiamò, appunto, 21 nights. E proprio 21 sarebbero dovuti essere anche i giorni dedicati all’espozione, per ricordare e rendere omaggio a quel particolare evento, ma le richieste provenienti da tutte le parti del mondo sono state talmente tante, che si è deciso di prorogare di altri 21 giorni la mostra.

A novembre ritorna nei cinema Sign o’ the times

Quest’anno compie 30 anni Sign o’ the times, il film-concerto che Prince diresse nel 1987 e che il 21 e 22 novembre torna nei cinema, in una versione restaurata digitalmente. Il film inizialmente doveva essere realizzato registrando i concerti in Olanda e in Belgio ma, vista la scarsa qualità del materiale, Prince decide di effettuare nuove riprese nei Paisley Park Studios, in Minnesota. “Sign o’ the times” è considerato uno dei capolavori della produzione musicale dell’artista, con suoni che passano dal pop al rock, dal soul al r&b, al funk. Nell’album Prince suona chitarra, basso e drum machine. Il 1987 è un anno molto importante per i fan italiani dell’artista, visto che per la prima volta riescono a vedere il genietto di Minneapolis suonare dal vivo. Una piccola curiosità: nei concerti di Sign o’ the times, Prince chiese al pubblico di vestirsi usando solo due colori: il pesca o il nero, e i fan lo accontentarono.

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