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07 novembre 2017

Marco D'Amore: «Riparto dal teatro e lo porto in periferia»

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Marco D'Amore

In attesa di rivederlo nella terza serie di Gomorra, Marco D’Amore torna alla sua prima passione, il teatro. L’attore ha voluto portare il suo spettacolo, “American Buffalo”, nelle periferie, partendo da quella romana di Tor Bella Monaca.

In tv siamo abituati a vederlo nel freddo e calcolatore Ciro Di Marzio, protagonista della serie tv Gomorra, ma Marco D’Amore ha cominciato con il teatro, dove torna sempre molto volentieri.

Da Chicago a Napoli

Lo spettacolo con cui Marco sta per debuttare in teatro è “American Buffalo”, del premio Pulitzer David Mamet. Il testo originale è stato interpretato in passato da Al Pacino e Dustin Hoffman ma Marco, con l’aiuto dello scrittore Maurizio De Giovanni, ha trasferito la storia da Chicago a Napoli, traducendo lo slang americano in quello napoletano. D’Amore, che è anche regista dello spettacolo, è in scena con Tonino Taiuti e Vincenzo Nemolato. “American Buffalo” debutterà, per la seconda stagione consecutiva, dal Teatro Tor Bella Monaca di Roma, dove sarà dal 10 al 12 novembre. Marco D’Amore ha voluto ripartire dalle periferie, provando a recuperare la realtà di un tessuto sociale difficile:«Chissà, se Ciro, Genny fossero andati a teatro, forse...». Sì, molto probabilmente la storia sarebbe stata diversa. Continua D’Amore: «Esperienze come queste fanno rifiorire le periferie, rivalutano il territorio, con il coinvolgimento di chi vive situazioni difficili. Credo molto nel potere salvifico del teatro. Anche nel mio caso, per le possibilità che mi ha offerto. E so di molti che anche dopo aver sbagliato nella vita hanno trovato nel teatro un'illuminazione per cambiare». In scena, Marco interpreta o’Professore, un personaggio disgraziato, calvo e balbuziente che insieme a un altro balordo e a un robivecchi, progetta di rubare una moneta preziosa. In un’intervista all’Ansa, l’attore racconta: «Riprendere in mano i personaggi un anno dopo è quasi metter su un nuovo spettacolo». Lo spettacolo teatrale toccherà, dopo Roma, altri piccoli teatri, a Napoli, Latina, Pescara, Orvieto, Torino, Milano e in Toscana.

«Sono affascinato dal mito italiano»

Marco D’Amore non è uno che rincorre il sogno hollywoodiano, a cui dice di essere immune: «Sono sempre più affascinato dal mito italiano. Il mio sogno è affermarmi, costruire una credibilità nel mio paese. Non essere solo una meteora, ma instaurare un rapporto sincero, di fiducia, con chi viene a vedermi. No, non mi sento arrivato. Nel mio mestiere è giusto fare bilanci a lungo termine. Per anni sono stato accanto a Toni Servillo, che ha raggiunto il successo a 50 anni. Me li ricordo i teatri insieme a Campobasso con 10 persone in platea. All'estero andrò solo nel rispetto e nella dignità del mio mestiere, non per dire una battuta in un film». E all’estero ci è andato con la fortunatissima serie Gomorra, che è stata venduta in ben 160 paesi e che riprenderà con l’attesissima terza stagione il 17 novembre, su Sky Atlantic HD. L’attore dice che questa è la stagione più matura e si lascia andare in una profonda dichiarazione d’amore sulla sua città: «Grande protagonista è Napoli, non in un racconto oleografico, ma la Napoli viscerale con le sue strade e storie. Napoli è una città onesta, che non si racconta cavolate. Ha i suoi problemi, ma a differenza di altre non indossa il mantello da signorina per bene, non si copre il decolleté. Per me è la città più bella del mondo, dalla quale traggo un nutrimento unico».

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