30 novembre 2017

Kurt Cobain e il grunge: una mostra lo celebra a Bologna

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Kurt Cobain

In occasione del cinquantesimo anniversario della nascita di Kurt Cobain, Bologna gli dedica una mostra, aperta dal 13 dicembre 2017 al 31 gennaio 2018. Il leader dei Nirvana e il mondo del grunge è visto dalla macchina fotografica di Michael Lavine.

Quest’anno Kurt Cobain avrebbe compiuto 50 anni e la galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna, in collaborazione con il comune, celebra questo anniversario con una mostra fotografica dedicata al controverso leader dei Nirvana e alla scena grunge di Seattle.

Le foto di un’icona della musica

La mostra, dal titolo “Kurt Cobain 50: Il grunge nelle foto di Michael Lavine”, sarà inaugurata il 13 dicembre e proseguirà fino al 31 gennaio 2018. All’apertura sarà presente anche Michael Lavine, il fotografo che ha immortalato Cobain e gli altri esponenti della scena grunge in una serie di scatti che hanno fatto la storia. La musica dell’epoca si differenziava da quella precedente anche dal punto di vista del look: Kurt Cobain è l’antidivo, con i jeans strappati, i capelli spettinati e le camicie di flanella. In molti scatti realizzati da Lavine, Cobain è ritratto con i capelli tinti di rosso. Sono diversi i momenti a cui risalgono le 50 fotografie della mostra: ci sono quelle dei Nirvana in studio, quando non c’era ancora Dave Grohl alla batteria ma Chad Channing; poi ci sono quelli in cui la band è ormai una delle più famose del mondo e Kurt vive la sua storia d’amore con Courtney Love, presente in tante fotografie. La mostra vuole celebrare non solo la band che in cinque anni ha cambiato la storia della musica, ma anche tutto il movimento grunge, che da Seattle urla al mondo il disagio di una generazione. E così, accanto ai ritratti di Kurt Cobain e dei Nirvana troviamo quelli di Nick Cave, Kim Gordon e dei Beastie Boys. In occasione della mostra, Gas Jeans, sponsor del progetto, realizzerà una capsule collection in edizione limitata di 2000 t-shirt e felpe con le foto di Lavine.

Il grido disperato di una città

Il termine grunge è stato creato negli anni Novanta da un giornalista, Everett True: «È la scena più eccitante prodotta da una singola città», dichiara a proposito di quel periodo «come non accadeva dai tempi della Londra punk». Già dall’abbigliamento, che prevedeva jeans strappati, camicie “da lavoro” aperte su magliette logore, il grunge lanciava un messaggio ben preciso: la svalutazione dei valori con conseguente indifferenza e apatia verso la vita. L’inno della generazione grunge divenne proprio “Smell like a teen spirit” dei Nirvana, con i continui riferimenti al male di vivere, proprio dei ragazzi dell’epoca, che non avevano più punti di riferimento. Il gruppo di Kurt Cobain è diventato il simbolo della scena grunge di Seattle, in soli cinque anni di attività. Il successo planetario dell’album “Nevermind” non è servito a impedire che il leader della band si togliesse la vita, con un colpo di pistola, l’8 aprile del 1994, a soli 27 anni. L’eredità lasciata da Cobain non è solo musicale, il musicista è diventato una vera e propria icona fra i giovani della sua generazione e di quelle successive. Rolling Stone lo ritiene il miglior artista degli anni Novanta, pur essendo morto nel 1994. Kurt Cobain era anche un discreto pittore e dichiarava che se non avesse fatto il musicista si sarebbe sicuramente guadagnato da vivere come artista.

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