20 dicembre 2017

J.K. Rowling: “Ecco dove ho scritto i nomi delle Case di Hogwarts”

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J.K. Rowling

Come sono nate le Case di Hogwarts? La mente di J. K. Rowling è affascinante e lavora in un modo fuori dal comune. E non stupisce che questa parte fondamentale di Harry Potter sia stata ideata in una maniera davvero bizzarra!

Harry Potter è una delle saghe più fortunate che siano mai state inventate. Il modo in cui è stato scritto è entrato nella storia, ma J. K. Rowling continua a stupire ogni volta con nuovi dettagli.

Sacchetti per il vomito        

Serpeverde, Grifondoro, Corvonero, Tassorosso. Queste sono le Case di Hogwarts, la scuola di magia e stregoneria più conosciuta al mondo. Ognuna con una caratteristica diversa, una qualità tutta sua, un colore distintivo che identifica l’appartenente a un determinato settore. Ma come sono nate? A spiegarlo è stata J. K. Rowling, e la risposta ha fatto sorridere tutti i suoi fan. «La migliore cosa su cui abbia mai scritto è stata uno dei sacchetti per il vomito che ci sono sugli aerei. Ci ho appuntato sopra proprio le Case di Hogwarts». Il modo in cui la scrittrice annota i suoi romanzi è sempre stato molto particolare. J. K. Rowling non è un’artista canonica, che scrive al computer in una casa di campagna, ma una donna un po’ bizzarra che non ha mai nascosto di aver redatto Harry Potter in un modo che si potrebbe definire decisamente sopra le righe. Rowling è famosa per aver dato vita ai libri su fogli sparsi, appunti presi in libertà su treni e in bar dove andava il pomeriggio. Certo, ai sacchetti per il vomito nessuno ci sarebbe mai arrivato facilmente. Ma da una storia così geniale come Harry Potter non ci si poteva di certo aspettare una stesura “normale”.

Un periodo nero

J. K. Rowling oggi è una delle donne più famose del mondo, ma c’è stato un tempo in cui non solo non era benestante, ma viveva al dì sotto della soglia di povertà. La scrittrice ha vissuto per anni di sussidi statali per mantenere lei e la figlia, e ha scritto Harry Potter proprio nel periodo più buio della sua vita. I Dissennatori, infatti, rappresentano la depressione in cui è caduta quando tutto sembrava andare per il verso sbagliato. «Intorno ai venticinque anni ero veramente alla miseria e sono andata a picco. Ciò che mi ha fatto cercare aiuto è stata probabilmente mia figlia: mi dava conforto, mi teneva con i piedi per terra e mi faceva pensare che non era giusto che crescesse con una madre in quello stato (…). La felicità si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo qualcuno si ricorda di accendere la luce». Il primo libro di Harry Potter è nato quasi per caso: pubblicato da una piccola casa editrice, è andato a ruba in men che non si dica. Un successo stratosferico, che Rowling non si sarebbe mai aspettata. Oggi è una delle donne più ricche del mondo, e Harry Potter non è solo un libro e un film di successo, ma anche un fenomeno di costume conosciuto in tutto il pianeta. «Bisogna essere cauti nell'esprimere desideri, perché potrebbero avverarsi», aveva detto. E il suo sogno è stato quello giusto.

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