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di Floriana Ferrando

Non solo artisti ma anche curatori di gallerie d’arte, critici e collezionisti. Sono le personalità più influenti nel mondo dell’arte selezionate dal magazine britannico Art Review che in occasione di Frieze Week, la settimana londinese dell'arte contemporanea, ha pubblicato l'annuale classifica aggiornata al 2011.

Sul podio si piazza Ai Weiwei, artista, designer e attivista cinese balzato dal tredicesimo posto dell'anno scorso al primo. Evidentemente gli 81 giorni trascorsi da recluso la scorsa primavera per essersi opposto alle autorità del suo paese hanno conquistato il mondo intero, staff di Art Power compreso (basta ricordare le numerose iniziative attuate a favore della sua liberazione).

Tuttavia se qualcuno pensa che tutto ciò abbia poco a che fare con l'arte deve ricredersi. I requisiti per fare parte della Power 100 infatti non riguardano solamente la produzione artistica ma anche il potere d'acquisto e l'attività nel settore nell'arco degli ultimi dodici mesi. Dunque Weiwei entra di diritto nella rosa dei candidati, come spiegano dalla rivista: "Il suo attivismo ha ricordato come l'arte possa raggiungere un pubblico più ampio e collegarsi con il mondo reale". Tempestiva la risposta del governo cinese che ha commentato la vittoria etichettandola come derivante da mera ostilità politica.

Mentre il designer cinese ruba lo scettro a Larry Gagosian, gallerista statunitense sceso oggi in quarta posizione, si mantiene saldo al secondo posto il critico d'arte svizzero Hans Ulrich Obrist. Segue il direttore del MoMA di New York Glenn D. Lowry che ha guadagnato due posizioni rispetto al 2010, scalzando il gallerista Iwan Wirth precipitato in ottava posizione. Altra personalità degna di nota è il direttore della Tate Gallery di Londra, Nicholas Serota, passato dal settimo al sesto posto.

Anche questa volta la top ten sembra essere occupata prevalentemente da esperti d'arte, critici, e direttori di gallerie, ormai sempre più influenti per il business del settore. Eppure, trattandosi di arte, qualche artista deve pur esserci. Un posto di tutto rispetto è occupato dall'americana Cindy Sherman. Artista eclettica, fotografa e pure regista, è conosciuta per i suoi ritratti concettuali. La scalata dal 27esimo posto al settimo attuale è dovuto alla sua recente collaborazione con MAC Cosmetics. Mica male come trampolino di lancio per rilanciare la propria immagine.

Poi ci sono Marina Abramovic (23), artista serba nota per le sue performance e installazioni e vincitrice del Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 1997, e Anish Kapoor (50), scultore e architetto indiano autore della scultura Cloud Gate per il Millennium Park di Chicago costata oltre 10 milioni di sterline, la più costosa opera pubblica mai realizzata. E ancora, il giapponese Takashi Murakami al numero 47 e una dozzina di posizioni più sotto Steve McQueen, noto regista e anche artista. A sorpresa niente art power per Maurizio Cattelan quest'anno (nel 2010 era 68esimo), nonostante a giorni inauguri la sua personale al Guggenheim di New York.

Nella classica gli italiani latitano. Spicca qualche nome solo verso la fine della lista, da Massimiliano Gioni (80), attuale direttore del New Museum of Contemporary Art di New York, a Massimo De Carlo (78) noto curatore dell'omonima galleria a Milano. Fra le stelle dell'art system anche la celebre stilista Miuccia Prada (85) alla sua prima apparizione nelle classifiche di Art Review grazie alle sue collezioni di moda e alle iniziative della sua fondazione.