Una finestra aperta sul mondo dell'arte
Del famoso dipinto, divenuto un’icona moderna del’inquietudine umana, esistono quattro versioni, quella battuta all'asta per 119,9 milioni di dollari risale al 1895 ed era di proprietà del noto collezionista e uomo d’affari norvegese Peter Olsen, suo padre era amico e vicino di casa di Edward Munch. La vendita è durata solo 12 minuti e la persona che si è aggiudicata il capolavoro ha mantenuto l'anonimato. "Mi auguro proprio che l'opera vada in un museo, dove un sacco di gente potrà godersela", ha commentato Renee Belfer, collezionista e trustee emerito del Metropolitan Museum of Art di New York.
Il dipinto ad olio, tempera e pastello (79 per 59 centimetri) non è mai stato esposto se non per pochi giorni circa dieci anni fa alla National Gallery di Washington, una vera rarità. Lo stesso Munch non si sarebbe certo aspettato il successo planetario della sua creazione che pare sia stata concepita mentre camminava al tramonto a Oslo, in compagnia di due amici. Improvvisamente si fece distrarre da quei colori crepuscolari ed ebbe un attacco di panico: così l’artista creò L’urlo, uno dei dipinti più popolari al mondo, paragonabile alla Gioconda di Leonardo.




