Nell'ambito della programmazione espositiva del CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, sabato 23 giugno si inaugura la mostra dedicata all'opera di Vincenzo Agnetti. Curata da Italo Tomassoni e Bruno Corà, in collaborazione con l'Archivio Agnetti di Milano, l’esposizione rappresenta l’occasione di conoscere più da vicino uno dei  protagonista dell'arte italiana degli anni Sessanta-Settanta.

Circa cinquanta sono le straordinarie opere esposte insieme ad alcuni altri capolavori come l'Apocalisse, 1970, il Libro dimenticato a memoria, 1970, gli Assiomi, 1969-70, su bachelite, i Feltri, pannelli incisi a fuoco e altre importanti opere, tra cui Surplace, 1979-80, quattro sculture e le Photo-Graffie, 1980.

Classe 1926, Agnetti è considerato uno dei massimi esponenti dell'arte concettuale internazionale. L’artista visivo, poeta, scrittore, nasce a Milano e si diploma all'Accademia di Belle Arti di Brera. Giovanissimo inizia le prime esperienze di pittura informale e di poesia di cui tuttavia non restano tracce. "Quello che ho fatto - dichiarerà più tardi Agnetti - l'ho dimenticato a memoria: è questo il primo documento autentico".

Di Agnetti restano le opere che, dal 1967 al 1981 - poco meno di quindici anni - l'artista ha realizzato: dipinti, sculture, azioni e scritti spesso dedicati anche all'opera di altri artisti amici, come Manzoni e Castellani, ma anche Melotti, Calderara, Arakawa, Girke, Prantl, Jochims e altri.

Le opere dell’artista si trovano in numerose gallerie, collezioni private e musei di vari paesi del mondo e sono state esposte numerose volte alla Biennale di Venezia. Agnetti muore a Milano, improvvisamente, il 1° settembre 1981. Di lui il ricordo di un personaggio sopra le righe, un vero e proprio outsider.


Sede della mostra
CIAC: Via del Campanile, 13 – Foligno
Infotel. 0742 357035 – 0742 621022
Ingresso: gratuito