di Paolo Nizza

Quando comparve per la prima volta nel 1980, Gli Stati Uniti si apprestavano a farsi guidare da Ronald Reagan. E in effetti Jason Voorhees risulterà un testimonial perfetto di quell’epoca, un preciso interprete dell’edonismo reaganiano, di quella legge della giungla in cui il moralismo e la sessuofobia andavano a braccetto con la competizione e l’egotismo.
Una sorta di primitiva e rozza  versione dell’American Psycho, una specie di genitore putativo in jeans e camicia a scacchi di quel Patrick Bateman, lo yuppie della porta accanto che inonderà di sangue Wall Street e l’Upper Side di Manhattan.

Da allora il gigante silente dal look casual, ha fatto il bello, ma soprattutto il cattivo tempo nel genere slasher.
Con un curriculum che vanta ben 11 pellicole ha avuto modo di andare all’inferno, di farsi spedire nello spazio e di incrociare il suo machete con gli artigli di Freddy – Nightmare – Krueger.
Ma ora è tempo di tornare a casa, ovvero in campeggio al Camp Crystal Lake.

E a quelli stufi di stanchi rifacimenti non resta che rispondere con le parole di Rob Zombie, autore del sottovalutato Halloween- The Beginning : "Alcuni dei miei film preferiti sono dei remake  come Scarface di De Palma o Cape Fear di Scorsese. E poi se non fosse esistito il remake, staremmo ancora a guardare la versione muta di Dracula. "

Cosi dopo aver riaperto la porta a Leather Face e riacceso la sua micidiale motosega, il regista Marcus Nispel, in collaborazione con i produttori Michael Bay, Andrew Form e Brad Fuller da esperto  arrotino ha affilato nuovamente la lama del malevolo babau dalla forza sovraumana.
In un crescendo rossiniano di orrori e sbudellamenti, il film racconta il passaggio dal sacco di farina, usato da Jason nel secondo film della serie per coprirsi  il volto deforme alla mitica maschera da Hockey che compare solo nel terzo episodio.

E nell’attesa di scoprire quanti adolescenti finiranno all’altro mondo per mano di questo serial killer ( che in queso remake somiglia più a un solitario Rambo dei boschi a cui manca un venerdì che a un sadico assassino)
ecco il Body Count dei precedenti episodi

Venerdì 13 = 0 (le 9 vittime sono tutte della madre Pamela)
Venerdì 13: l'assassino ti siede accanto = 10
Venerdì 13: weekend di terrore = 12
Venerdì 13: capitolo finale = 14
Venerdì 13: il terrore continua = 22 (2 come Jason e 20 come Vic)
Venerdì 13: Jason vive = 18
Venerdì 13: il sangue scorre di nuovo = 15
Venerdì 13: incubo a Manhattan = 17
Jason va all'inferno = 21
Jason X = 21
Freddy vs. Jason = 19