Non poteva non far discutere e parlare di sé, The Reader. Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Bernhard Schlink pubblicato nel 1996, tratta infatti argomenti molto delicati come l'Olocausto. Il film è diviso in tre parti, e racconta del rapporto tra Michael, un giovane di Neustadt, e una misteriosa donna chiamata Hanna Schmitz, che lo inizierà all'amore e al sesso. All'università, Michael scoprirà la dolorosa verità sul passato di Hannah.
Il film è uscito negli USA il 10 dicembre 2008, nel Regno Unito il 2 gennaio 2009, e ha infatti letteralmente spaccato in due la critica. E dei 5 film nominati agli Oscar 2009, è l'unico ad aver fatto discutere così tanto la stampa, tra difensori e accusatori.
Molti difendono il funzionamento del film a prescindere dai temi trattati. Tasha Robinson di A.V.Club scrive che "funziona sia come una storia d'amore (e odio) sia come metafora". Roger Ebert, guru 66enne della critica americana, sostiene sul Chicago Sun-Times che The Reader non sia un film sull'Olocausto: "il focus del film, dall'argomento del senso di colpa tedesco sull'Olocausto, si sposta presto sulla razza umana in generale". Carrie Ricke del Philadelphia Inquirer loda il regista Stephen Daldry, già regista di Billy Elliott e The Hours, "un maestro nel mostrare la passione contrastata o repressa". James Berardinelli di Reelviews scrive che il film è perfetto per chi "gradisce la complessità e l'ambiguità morale nel contesto del melodramma".
D'altro avviso Manohla Dargis sul New York Times, che commenta: "non è un film sull'Olocausto né sui tedeschi che furono alle prese con il suo lascito: è un film sul rendere il pubblico confortevole di fronte a una catastrofe storica che diventa sempre più vaga". Il Wall Street Journal lo definisce un film "schematico e riduttivo", e su Variety si legge che è "un'esperienza essenzialmente cerebrale, senza l'impatto di pancia". Più caustico Film Threat che lo definisce "il film più superficialmente 'serio' dell'anno", e il New York Magazine per il quale "gli autori hanno preso troppo alla lettera la nozione di 'banalità del male'".
Ma su un cosa sono tutti d'accordo: la performance perfetta della protagonista Kate Winslet, che infatti è in lizza per l'Oscar come miglior attrice protagonista. Dopo aver già vinto, per questo stesso film, il Golden Globe, il BAFTA Award, e i premi della Broadcast Film Critics Association, della San Diego Film Critics Society, e lo Screen Actors Guild Award. Per Premiere "la Winslet merita un Oscar per la sua meravigliosa performance", e secondo Peter Travers di Rolling Stone, "il ritratto fiero feroce e infallibile va al di là della recitazione, diventando una provocazione che vi terrà svegli la notte". Per molti, la sola presenza della Winslet varrebbe il prezzo del biglietto: come Kenneth Turan del Los Angeles Times, che chiosa: "francamente, è soltanto la forza della performance della Winslet che si solleva al di sopra dei contesti convenzionali e rende The Reader l'esperienza che dovrebbe essere".





