di Francesco Chignola


Arriva nelle sale il 6 marzo, in tempo per la Festa della Donna, il film al femminile per definizione di quest'annata cinematografica. Due partite di Enzo Monteleone, tratto dall'opera teatrale di Cristina Comencini, è infatti interpretato unicamente da donne, e che donne: otto tra le migliori e più richieste attrici italiane, da Paola Cortellesi a Carolina Crescentini. La prima metà è ambientata nel 1966, la seconda nel 1996: quattro madri e le loro quattro figlie in due periodi molto diversi, per riflettere su cosa significhi essere donna ed essere madre.

L'affascinante gruppo di attrici (mancava solo Margherita Buy) ha presentato il film a Milano, e ognuna di loro ha raccontato a suo modo il suo personaggio.

Paola Cortellesi (Sofia): "il personaggio che interpreto non è proprio una santa: e non è detto che si debbano interpretare soltanto le sante. Non è simpatica, è una donna frustrata e scontenta, che vive male la sua condizione di madre e moglie in un ruolo che si sente cucito addosso. Un personaggio aggressivo, duro, schietto. Non è un personaggio da amare, ma a me è stata simpatica fin da principio".

Claudia Pandolfi (Rossana, figlia di Sofia): "mi è sembrato un carattere molto ben definito. Mi sento molto vicina a lei, e ho attinto alla mia durezza. Un personaggio con un carattere imponente, un po' ingombrante per colpa di una relazione problematica con la madre".

Isabella Ferrari (Beatrice): "io ho fatto mia madre: per me è stato il personaggio più facile che ho fatto in vita mia. Nel momento in cui ho capito la chiave, il resto è venuto da sé: ritrovarla, cercarla, forse anche troppo. Quando è venuta a vedermi a teatro si è un po' offesa".

Alba Rohrwacher (Giulia, figlia di Beatrice): "ero spaventata perché quando ho letto il copione mi sono resa conto che Giulia porta nel film la parte più dolorosa, è il personaggio che esce di più dalla commedia. Enzo mi ha aiutato ogni giorno insistendo sul fatto che Giulia è un personaggio forte, che reagisce di fronte al dolore, e questo è un carattere che mi ha appassionata".

Marina Massironi (Claudia): "anch'io mi sono riferita un po' a mia madre, più che altro per lo spirito di sacrificio che ha Claudia, e che anche mia madre ha avuto, più tipico della generazione passata che non della nostra: io non resisterei mai in una situazione simile. Mi è piaciuto lavorare molto su questo fare buon viso a cattiva sorte, sull'essere una buona madre ai limiti della pedanteria, per nascondere questa grande sofferenza ma portata avanti con grande dignità".

Valeria Milillo (Cecilia, figlia di Claudia): "il modo che ho scelto per affrontare questo carattere è non giudicarlo, accoglierlo, e lasciar parlare quello che si muove dentro, e i nessi con la vita reale". Valeria a teatro interpretava un altro ruolo: "Tutti questi ruoli sono bellissimi, e mi è piaciuto molto avere l'opportunità di rimettere tutto completamente in gioco".

Carolina Crescentini (Sara, figlia di Gabriella - ovvero Margherita Buy): "grazie a Dio il personaggio è molto lontano da me: è una donna di successo con i nervi tesi e molto cinica, che viaggia per il mondo facendo la pianista. E che è il riscatto di sua madre, che invece ha scelto la vita da mamma e da moglie invece di coltivare il suo talento. Sara ha investito tutto su quello, ma ha perso di vista il suo aspetto privato, e vive con quest'uomo che tratta male perché non sopporta le sue attenzioni".