di Francesco Chignola

Se lui non ti chiama? Se lei non viene a letto con te? Se lui non ti sposa? Se va a letto con un'altra? Mettiti il cuore in pace: la verità è che non gli piaci abbastanza. Questi sono i titoli dei quattro "capitoli" che compongono il film di Ken Kwapis, tratto da un vendutissimo manuale di auto-aiuto edito da Salani Editore. E il film cerca infatti di raccontare come funzionino i racconti di coppia a partire dalle illusioni che ciascuno si crea. Quando la soluzione è spesso molto più semplice: lui, o lei, semplicemente non ci sta.

Per trasferire i consigli del libro di Greg Behrendt e Liz Tuccillo al cinema, è stata costruita una trama corale, intricatissima e ricca di personaggi. Per esempio, Jennifer Aniston è ossessionata dal matrimonio ma il suo fidanzato Ben Affleck, un uomo talmente perfetto da sembrare finto, proprio non ne vuole sapere. Jennifer Connelly è talmente presa dalla casa che sta arredando col marito da non rendersi conto che lui se la fa con l'istruttrice di yoga e aspirante cantante Scarlett Johansson. Ginnifer Goodwin invece è terrorizzata dall'idea di rimanere single e accetta i consigli del simpatico donnaiolo Justin Long - finché tra i due non scocca la scintilla, ovviamente. Tra i produttori del film c'è l'ex bambina prodigio Drew Barrymore, che si è ritagliata il ruolo di una pubblicitaria che ha difficoltà a relazionarsi vis-a-vis con l'altro sesso, e si rinchiude in rapporti virtuali via SMS, Email o Myspace.

Il film è uscito negli Stati Uniti, dove ha raccolto opinioni diseguali. Tra i commenti più favorevoli c'è quello di Premiere, che mette in primo piano la bravura dell'attrice Ginnifer Goodwin: "una performance straordinaria nel ruolo della donna insicura e nevrotica in cerca dell'amore", e quello del Chicago Reader che sottolinea l'unicità e la spettacolarità del cast. Meno soddisfatto, tra gli altri, Roger Ebert, scontentato anche dalla risoluzione finale, mentre una vera e propria stroncatura arriva da Manohla Dargis sul New York Times.

Particolarmente notevole in ogni caso la colonna sonora, che propone una mistura interessante di artisti commerciali e indipendenti, tra cui Corinne Bailey Rae, Maroon 5, Wilco, The Tings Tings, Lily Allen. E che conclude le danze sulle note immortali di Friday I'm In Love dei Cure.

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