di Francesco Chignola

Diverso da Chi? è il primo film di Umberto Carteni, ed è uscito nelle sale italiane il 20 marzo 2009. Il protagonista è un giovane candidato sindaco gay del centrosinistra nel Nordest che, durante la campagna elettorale, prende una "sbandata" per la sua candidata vice, centrista e bacchettona. Che rimane incinta.

Inevitabile quindi che il film facesse discutere, visto il delicato momento politico, anche e soprattutto dopo le polemiche suscitate al Festival di Sanremo dalla canzone di Povia Luca era gay. E altrettanto inevitabile citare la canzone stessa, come Maurizio Porro sul Corriere della Sera: "Luca (Argentero, bravissimo) era gay, fa un peccato, ma poi torna dal suo Nigro, simpatica vittima. La politica? Gioco pilotato, meglio i fattori umani. E anche per etero". Per Claudia Morgoglione di Repubblica, "questo film piace anche per la rappresentazione apparentemente caricaturale, ma sotto sotto realistica, della politica". Sminuisce Michele Anselmi su Il Giornale: "Nulla da prendere troppo sul serio, l’ambizione è di far sorridere raccontando una storia dei nostri giorni, dalle coloriture satiriche, con qualche riferimento ai Dico, ai diritti degli omosessuali, anche all’ipocrisia, in materia, del centrosinistra".

Del film si è parlato anche sulla blogosfera. Lord79 per esempio sottlinea proprio la distanza dalla canzone di Povia: "nessuno vuole convertire nessuno e ognuno è libero di fare la propria scelta in tranquillità e serenità e le famiglie non sono accusate delle devianze dei figli come cantava la stupida canzone di Povia uscita per strane coincidenze poche settimane prima della messa in onda del film". Più polemica e di segno opposto la voce di Attentialcine: "la benedizione del mondo gay non manca. Evidentemente, ognuno ha il suo “vaticano” e i suoi “vescovi” cui presentare proiezioni e chiedere patenti. E, diciamola tutta, ognuno ha i suoi bigotti e censori del pensiero". Invece, la blogger Panduzza si dice (positivamente) "stupefatta che un film così - un film da grande sala, una commedia brillante, un film che diventerà di cassetta, un film che parla di famiglie gay, di coppie gay felici, di omogenitorialità!, di famiglia allargata, di “conversione” dell’ala binettiana del partito (la Gerini) a una posizione più mondana e umana - sia stato scritto, prodotto e soprattutto proiettato in Italia".

Per Mattia Carzaniga "fa sorridere (e un pelo preoccupare) l’immagine del Pd consegnata dal film". In tal senso, poco soddisfatto è anche il commento di Xanadu: "Nel simbolismo e nelle dinamiche partitiche dell’Unione Democratica presente nella pellicola è facilmente riconoscibile il Partito Democratico. Si cerca di metterne in luce le contraddizioni, l’autolesionismo, l’approssimazione delle linee politiche, ma senza verve e senza quella mordacità necessaria a rendere una satira politica veramente efficace". Per Screenweek, "non un film in equilibrio quindi nè un film che accontenta tutti, ma un film che prende una posizione chiara a livello ideologico e nel quale poi stranamente si scopre un lato altamente conservatore della sinistra, legata ad un ritorno ai vecchi valori per promuovere i nuovi".