Il 23 settembre del 1985 dieci colpi di pistola uccidono Giancarlo Siani, giovane praticante del Mattino di Napoli, inviato da Torre Annunziata. Anche se ha appena 26 anni Siani si è già distinto per i suoi articoli che denunciano gli intrecci del potere cammorristico nel sobborgo napoletano. Un articolo in particolare, che svela come l'arresto del boss Valentino Gionta sia stato il prezzo pagato per un accordo tra la cosca di Angelo Nuvoletta e quella di Antonio Bardellino, fa infuriare a tal punto i boss da decidere di eliminarlo. L'ultimo articolo sul quale stava lavorando raccontava di ragazzi tredicenni usati dai clan come corrieri della droga. La storia di Giancarlo Siani rivive nel film di Marco Risi Fortapasc, titolo che richiama il senso di assedio di chi vive circondato dalla criminalità. Siani è interpretato da Libero di Rienzo.


Per chi volesse approfondire la figura di Giancarlo Siani la rete offre molte risorse e permette di leggere online i pezzi scritti dal  giornalista. Il sito GiancarloSiani.it offre sia un'esauriente biografia che la cronistoria delle processo a mandanti ed esecutori. Sempre sul sito è possibile leggere l'articolo in cui Siani svelava le responsabilità del clan dei Nuvoletta nell'arresto del latitante Gionta, articolo che gli sarebbe costato la vita. Il sito della trasmissione La storia siamo noi offre invece una dettagliata ricostruzione sia del omicidio che delle indagini seguite ad esso, raccontando nel dettaglio i tentativi di depistaggio dei clan. Qui invece è possibile leggere il ricordo di un collega di Giancarlo Siani al Mattino di Napoli quando arrivò la notizia dell'omicidio. Il blog di Antonio Genna offre invece una lunga intervista a Marco Risi che racconta il suo approccio alla storia di Siani.

Dalla Resistenza ad oggi sono 23 i giornalisti italiani uccisi per aver semplicemente fatto il proprio mestiere. Giancarlo Siani è stato uno di loro. Il sito dell'Ordine ricorda su questa pagina chi erano.