La scomparsa di Farrah Fawcett ci riporta ai ricordi di una lontana epoca televisiva, quella di Charlie's Angels e di Lee Majors. Quando ancora li chiamavamo telefilm
26 giugno, 2009
Le Charlie's Angels: Jaclyn Smith, Kate Jackson e Farrah Fawcett
Sono molti i fattori che suscitano commozione in una storia come quella della malattia e della morte di Farrah Fawcett. Il più incisivo è senz'altro il suo legame con Ryan O'Neal, attore di Love story, suo compagno per quasi trent'anni, ma che non è riuscito mai a sposarla e l'ha vista morire, come in un film. Oppure la sua lotta contro la malattia, che era diventato anche un commovente e coraggioso documentario contro le magagne della ricerca contro il cancro.
Ma senza dubbio il nome e il volto di Farrah erano legati a un intero immaginario, ormai lontanissimo nel tempo ma vivo nei ricordi di molti telespettatori, com'è stato quello delle serie tv americane degli anni '70 e '80. Quando ancora in Italia li chiamavamo "telefilm". Farrah era infatti la protagonista assoluta, per fascino, bellezza e per rilevanza socio-culturale, di uno dei telefilm più popolari di sempre: Charlie's Angels, dove intepretava il ruolo di Jill Munroe.
Insomma, la Fawcett è stata da sempre identificata, insieme ad altri attori storici come Henry Winkler, Larry Hagman, Sherman Hemsley o il compianto John Ritter, come uno dei volti più esemplari e riconoscibili di un'intera epoca. Che, nel bene nel male, ci ha allevati e fatto compagnia per molti anni. Un'epoca che, con la scomparsa di Farrah, sembra improvvisamente finita, per sempre.
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Provateci, a guardare questa "sigla" senza provare almeno un po' di malinconia.