Dopo Valzer con Bashir , vincitore dell'Oscar come miglior film straniero, arriva dunque un altro film con cui il cinema israeliano torna a fare i conti con un momento di svolta nella storia del proprio paese. Come già successo al cinema americano, che ha usato, a partire dalla fine degli anni settanta, la guerra del Vietnam per iniziare una più ampia riflessione sulla propria storia, sembra che ora il cinema israeliano si sià incamminato sulla stessa strada.
Lebanon è un film duro e intenso, molto meno claustrofobico di quanto si potrebbe immaginare, che non concede sconti allo spettatore. Bravissimi, i tre giovani interpreti, nel portare sullo schermo le paure e le angoscie di chi vede per la prima volta la natura più violenta e malvagia della guerra, senza eroismi o retorica.
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