di Francesco Chignola

Il libro da cui è tratto il thriller The Ghost Writer, che debutterà il prossimo febbraio in Concorso al Festival di Berlino, è stato ispirato al romanziere e giornalista Robert Harris dalle vicende personali e politiche di Tony Blair. Tuttavia, non sono i riferimenti alla realtà e alla Storia britannica recente quelli che potrebbero suscitare maggiori polemiche alla sua uscita nei cinema di tutta Europa, in primavera. Infatti il film è il diciottesimo lavoro del regista Roman Polanski.

A questo punto la domanda è legittima: ma Roman Polanski non era stato arrestato? Alla fine dello scorso settembre, in procinto di ricevere un prestigioso premio alla carriera al Festival di Zurigo, l'autore de Il pianista venne infatti fermato dalla polizia svizzera sulla base di un mandato di cattura internazionale. Motivazione, l'accusa del 1977 di abusi sessuali sulla tredicenne Samantha Geimer. Un delitto di cui Polanski stesso si dichiarò colpevole, ma a causa del quale il regista fuggì dagli Stati Uniti, auto-esiliandosi per i decenni a seguire per sfuggire alla condanna.

Ciò nonostante, Polanski per ora non si è mosso dalla Svizzera, dove vive agli arresti domiciliari in uno chalet in attesa che i giudici di Los Angeles prendano una decisione sull'estradizione: lui ha chiesto di essere giudicato in contumacia, ma la risposta del giudice arriverà soltanto il 22 gennaio. Intanto c'è spazio per altre polemiche: Polanski è riuscito a far causa per violazione della privacy a un giornale francese che aveva pubblicato delle foto rubate sul luogo di lui, della moglie Emmanuelle Seigner e del figlio minorenne, chiedendo danni per quaranta mila euro e ottenendo un risarcimento di tremila.

Le riprese di The Ghost Writer, i cui protagonisti sono Ewan McGregor e Pierce Brosnan, con le due attrici inglesi Olivia Williams (Dollhouse) e Kim Cattrall (Sex & the city) a far da comprimarie, si sono svolte a Berlino e nell'isola tedesca di Sylt nei primi mesi del 2009: i luoghi dove sono ambientate le sequenze (Londra e l'isola inglese di Martha's Vineyard) erano infatti assolutamente tabù per il regista, che non poteva mettere piede nel Regno Unito. E nemmeno l'arresto ha fermato la determinazione di Polanski, che è riuscito a terminare il montaggio e la post-produzione del suo film proprio in questi ultimi mesi, dalla sua villa svizzera.

Giusto in tempo per riprendersi Berlino, già espugnata nei lontani anni '60: vinse l'Orso d'Oro per Cul-de-sac nel 1966 e il Premio Speciale della Giuria per Repulsion l'anno precedente. E mentre il dilemma morale, tra l'amore per l'opera del regista e la constatazione del suo stato di fuggitivo, divora il cuore dei cinefili, sulla rete è apparso il trailer originale del film, che dovrebbe uscire in Italia con il titolo L'uomo nell'ombra. Un film che, da queste prime immagini, sembra onestamente reinserirsi nel filone dei migliori thriller da lui diretti, a più di vent'anni dall'indimenticabile Frantic.

Eccolo: