Peter Jackson e gli amabili resti della Terra di Mezzo
Il regista della trilogia del Signore degli Anelli e di King Kong torna in sala venerdì 12 febbraio con il suo nuovo film, un dramma visionario sospeso tra la vita e la morte. Ma quali sono i prossimi progetti futuri?
10 febbraio, 2010
Un'immagine del regista neozelandese: dai tempi della ''trilogia'' ha perso circa 22 chili
Stentiamo a riconoscerlo, Peter Jackson. E non solo per i 20 chili e oltre che ha perso dopo aver ultimato la trilogia del Signore degli Anelli, a sentir lui per merito di una dieta serratissima a base di muesli. Se scorrendo la sua filmografia a partire dal suo esordio si rimane sconcertati per la varietà di toni e di registri che l'autore neozelandese è riuscito ad affontare in un quarto di secolo di carriera dietro la macchina da presa, il nuovo Amabili resti non fa certo eccezione. Peter Jackson è insomma uno di quei registi il cui nuovo film è sempre un evento, non tanto per una sorta di fiducia incondizionata che nemmeno ai grandi del cinema può essere concessa, ma perché ogni volta si è curiosi di vedere cosa possa tirare fuori.
Lo sa bene chi lo segue dai primordi: i suoi primi lungometraggi a basso costo Fuori di testa e Splatters spaziano infatti dalla fantascienza all'horror mescolando litri di sangue a una comicità da cartoon, senza dimenticare l'intermezzo dei pupazzi di Meet the Feebles. Poi nel 1994 arriva la svolta, quella di Creature del cielo: Jackson non è più solo il beniamino dei cinefili nerd che popolano le videoteche ma anche della critica, e vince il Leone d'Argento a Venezia. E lui che fa? Dà loro corda? Macché: dirige un irresistibile finto documentario su un regista neozelandese inventato di sana pianta (Forgotten Silver) e si fa produrre da Robert Zemeckis una incredibile e fulminante commedia horror con Michael J. Fox, Sospesi nel tempo, che esce nel 1996.
Il decennio successivo invece è ormai storia, ed è occupato interamente dalla trilogia delSignore degli Anelli, di cui Jackson ottiene i diritti nel 1997 e che riuscirà a portare sullo schermo 4 anni più tardi imponendosi come re del mercato cinematografico per ben tre stagioni con un incasso totale che si aggira oggi intorno ai 3 miliardi di dollari. Ma anche da King Kong, un altro blockbuster che riesce ancora nel miracolo di incontrare i favori della critica con un budget di 200 e passa milioni di dollari. Dopo quattro uscite così, era difficile immaginare qualcosa di più controcorrente di Amabili resti: un dramma costruito sul confine tra la vita terrena e l'aldilà. Ma appunto, Peter Jackson è un regista da cui ti puoi aspettare di tutto, tranne ciò che ti aspetteresti.
Quali sono dunque i suoi prossimi progetti? Difficile stabilire quando vedremo di nuovo il regista di Pukerua Bay dietro la macchina da presa: sembra infatti che i suoi nuovi film lo vedranno agire soprattutto dalla cabina di produzione. Un ruolo che ha mostrato di saper ricoprire ottimamente di recente "scoprendo" e producendo District 9. In tal senso, l'impegno maggiore sarà senz'altro quello di Lo Hobbit, adattamento di un altro testo tolkeniano che Jackson ha deciso stavolta di affidare al talentuoso (e barbuto anch'egli) Guillermo del Toro: due film separati per 300 milioni di dollari di bugdget, in uscita tra il 2011 e il 2012. Se va tutto bene.
Ma non ci sono solo le creature della Terra di Mezzo al centro dei pensieri produttivi di Jackson: nell'autunno 2011 dovrebbe infatti uscire dopo anni di tira e molla il film d'animazione in motion-capture ispirato al fumetto belga Tintin, già girato un anno fa da Steven Spielberg (che ne possiede i diritti dal lontano 1984) in cui la Weta Digital di Jackson ha un ruolo fondamentale nella post-produzione. Tanto che, secondo alcune fonti, potrebbe proprio il regista di King Kong a prendere le redini dal progetto per un già annunciato sequel.
Non finisce certo qui, ma al di là della coltre di mistero si sprecano le ipotesi più o meno ardite. Inanzitutto c'è il remake di un film di guerra britannico del 1955, The Dam Busters, prodotto da Jackson e affidato a Christian Rivers, il curatore e supervisore degli effetti speciali della Weta, ex autore dei suoi storyboard negli anni '90. E Jackson ha acquistato anni fa i diritti di un romanzo fantasy intitolato Temeraire: una storia di cavalieri e draghi ambientata durante le guerre napoleoniche. Chi la dirigerà? Infine, fonti ancora non confermate sostengono che il suo prossimo film potrebbe essere un adattamento del romanzo fantasy per ragazzi Macchine mortali, scritto da Philip Reeve.
I fan più accaniti sperano sempre in un ritorno all'horror, seguendo il percorso già battuto dal suo collega Sam Raimi. L'unica cosa certa è che Jackson, grazie all'esperienza di questi ultimi 10 anni, è diventato l'avanguardia impersonificata degli effetti speciali. E quindi, che il suo prossimo film, qualunque cosa sia, sarà uno spettacolo senza precedenti. Cos'altro desiderare?