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di Francesco Chignola

Ultima creatura di casa Dreamworks, che segue Mostri contro alieni in attesa dell'arrivo dell'ultimo capitolo di Shrek, Dragon Trainer è in realtà diretto da due nomi resi celebri da una rivale, la Disney. Chris Sanders e Dean DeBlois sono infatti i registi di Lilo & Stitch, film d'animazione uscito nel 2002. E non è un caso quindi se le fattezze dei draghi protagonisti del film, che esce il 26 marzo, ovviamente anche in 3D, ricordano quelle del tenero Stitch.

Nel frattempo, in attesa dell'uscita in contemporanea mondiale delle avventure del giovane vichingo Hiccup, in queste ore sono uscite le prime recensioni del film. E sono quasi tutte positive. Owen Gleiberman di Entertainment Weekly elogia soprattutto l'uso espressivo della tecnologia 3D: "il film scuote in modi convenzionali, ma è anche uno dei rari film animati che usa il 3D in tutte le sue possibilità spaziali ed emotive mozzafiato".

Anche Michael Phillips del Chicago Tribune è d'accordo: "vedere Dragon Trainer in 3D è davvero obbligatorio. Il suo formidabile regno di Vichinghi, dragoni e nerd (oh cielo!) dovrebbe esssere goduta nella maggior estensione che i cinema possano permettere". E specifica che "il superbo direttore della fotografia Roger Deakins ha fatto da consulente visivo, spingendo la palette dei colori a un livello inusualmente lucido e sofisticato".

E se il Boxoffice Magazine lo definisce "un film per tutti eccitante e sensazionalmente divertente", per Austin Chronicle è "una delizia perenne". Positive anche le recensioni del Chicago Reader, di Rolling Stone e di Variety, dove Peter Debruge lo definisce "un dramma eccitante inframmezzato da divertenti elementi comici, e non viceversa" che fa "un uso abbagliante del formato 3D, in particolare durante le corse sui dragoni volanti".

Anche Roger Ebert è soddisfatto, dà al film tre stellette su quattro, lo definisce "intelligente, bello da vedere e pieno di energia" e conclude scrivendo: "per il mio gusto, le scene aeree erano troppo lunghe, ma poi mi sono ricordato che non ho il gusto di un ragazzino di sei anni". E per il Miami Herald, "non ha la profondità e la risonanza di un classico, ma la modestia del film è rinfrescante, e la sua qualità artistica ispira davvero ammirazione".

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