di Camilla Sernagiotto
È passato un quarto di secolo da quando, sul lungomare di Astoria, Mikey e i Goonies al completo videro il vascello di Willie l'Orbo prendere il largo, in una delle scene cinematografiche più commuoventi per la Generazione Y.
A distanza di 25 anni, gli ex bambini che ebbero la fortuna di vedere nel 1985 il cult di Richard Donner e Steven Spielberg (rispettivamente regista e autore del soggetto) al cinema o in prima visione tv si sono ritrovati su quella stessa spiaggia, assieme a tanti altri fan di ogni età, per celebrare le nozze d’argento dei loro beniamini di Goon Docks.
Come già era successo nel 2005 per il ventennio, anche quest’anno la cittadina di Astoria (Oregon) è stata la mecca di cinefili e nostalgici provenienti da tutto il mondo per una quattro giorni non stop dedicata al film che si è tenuta dal 4 al 7 giugno 2010.
Dal tour dei luoghi in cui sono ambientate le avventure de I Goonies , comprese le mitiche caverne in cui era nascosto il tesoro di Willie l’Orbo, all’incontro con parte del cast per farsi autografare gli innumerevoli gadget tematici in vendita in tutti i negozi della città, la commemorazione è stata una vera e propria festa di compleanno, con tanto di concerti, avventure da rivivere e foto ricordo nella soffitta del protagonista Mikey, quella da cui tutto iniziò grazie al ritrovamento della misteriosa mappa di Chester Copperpot, l’esploratore che era partito alla ricerca del tesoro dei pirati senza mai più ritornare.
Il film d’avventura che ha segnato l’infanzia di molti è ormai diventato leggenda, a giudicare dal successo che ancora riscuote, tuttavia le aspettative dei fan riguardanti un sequel sono ad oggi disattese: nonostante voci e indiscrezioni su un eventuale secondo capitolo dal titolo The Goonies Never Say Die , è stato Richard Donner stesso a dare la smentita, disilludendo chi ancora sperava di veder riuniti sullo schermo Mikey, Chunk, Data e Mouth.
Ma che fine hanno fatto gli attori che li interpretarono?
Iniziamo da lui, Mikey Walsh, al secolo Sean Astin (figlio del celebre John Astin , alias Gomez nella serie televisiva La Famiglia Addams ): oltre alla carriera dell’attore, ha intrapreso anche quella da regista ed ebbe un nuovo momento di gloria nel ruolo di Sam nella trilogia de Il Signore degli Anelli .
E il fratello di Mickey, Brand Walsh?
Interpretato da Josh Brolin , la sua faccia diede i natali a Wild Bill Hickok nella serie tv western I ragazzi della prateria fino al 1992, trasferendosi poi in pianta stabile sul grande schermo in pellicole come Melinda e Melinda di Woody Allen , Grindhouse di Quentin Tarantino e Robert Rodriguez (nell'episodio Planet Terror diretto da Rodriguez), Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen e American Gangster di Ridley Scott .
Successivamente viene ingaggiato dal regista Gus Van Sant , che gli offre la parte del consigliere comunale Dan White in Milk , e proprio per la sua interpretazione dell'assassino di Harvey Milk, Brolin vince un National Board of Review Awards 2008 come miglior attore non protagonista e viene nominato all'Oscar nella stessa categoria.
Diversa sorte è toccata invece a Mouth, al secolo Corey Feldman : dopo I Goonies , partecipò al cast di Stand by me - Ricordo di un'estate (1986) di Rob Reiner , ma in seguito la dipendenza dalla droga lo costrinse ad allontanarsi dalla carriera cinematografica se non per sporadici camei.
Anche per Data, il ragazzino inventore a cui si deve la celebre storpiatura di “trabocchetti” in “tracobetti”, la filmografia si fermò a I Goonies : l’attore Ke Huy Quan recitò in un unico altro ruolo importante, ovvero quello di Short Round in Indiana Jones e il tempio maledetto , ma la pellicola uscì un anno prima del film di Donner.
Un’altra carriera è stata invece intrapresa da Chunk, alias Jeff Cohen , che nel 1991 attaccò al chiodo i suoi panni da attore senza però abbandonare il mondo dello spettacolo: dopo aver conseguito la laurea in legge, è diventato un avvocato specializzato in diritto dello spettacolo.
Vestirà ancora la camicia a fiori di Chunk in uno dei sequel più bramati della storia?
Non ci resta che sperare che le smentite di Richard Donner siano solo dei... tracobetti!
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