Gurada la FOTOGALLERY

"ll migliore amico è la propria madre". Parola di Norman Bates, schizofrenico protagonista di Psycho, una delle pellicole più terrificanti e imitate della storia del cinema, che per motivi ignoti perse la lettera h nella versione italiana.
Una vera scuola della paura, quella di questo thriller tratto dal celebre romanzo di Robert Bloch, che tutti ricordano soprattutto per la scena della doccia. Ovvero quando la protagonista Marion Crane (Janet Leigh), in fuga dalla città di Phoenix con il bottino di 40.000 dollari che ha sottratto alla società in cui lavora, si ferma in uno sperduto motel gestito dal troppo magro e attonito Norman (Anthony Perkins).
E pensare che Perkins non era presente sul set quando la sequenza venne girata. L'attore si trovava a Broadway e Mamma Bates venne interpretata da due controfigure: Margo Epper e Ann Dore.
Sul set di Psycho era presente pure la modella Marli Renfro, controfigura di Janet Leigh, ma solo l'attrice compare nelle scene montate. La scena fu girata in 7 giorni con 70 posizioni di macchina.
La mano che affonda il coltello nella vittima è dello stesso Hitchcock. Per l'effetto sonoro venne tagliato un melone, per il sangue, invece si ricorse allo sciroppo di cioccolata.
Sir Alfred seguì il film in ogni fase della realizzazione: dalla colonna sonora, contraddistinta dal violino "urlante" di Bernard Hermann, al triller ironico e allusivo in cui Hitch illustra le location del film.

E a prescindere dalla battuta di Daniele Luttazzi "i film di Hitchcock mi terrorizzano. Psyco, quella scena nella doccia! Avevo 10 anni quando l'ho vista per la prima volta, e ancora oggi mi fa paura, accoltellare una donna nella doccia.", dopo questo capolavoro in cui "ogni scena è una lezione di regia" come scrissero i "Cahiers du Cinema", nessuno è riuscito più a lavarsi serenamente nel bagno di un motel.