di Camilla Sernagiotto

In molti ci trascorrono le vacanze, alcuni fanno una toccata e fuga durante i viaggi di lavoro, altri ci lavorano come receptionist, cameriere o facchini, ma c’è anche qualcuno che li sceglie come set per i propri film.

Stiamo parlando degli alberghi in ogni loro variante: dall’Hotel a cinque stelle al motel o all’ostello, sono tanti i registi e gli sceneggiatori che hanno deciso di ambientare le loro storie in questi luoghi di passaggio, definiti dall’etnologo e antropologo francese Marc Augé addirittura nonluoghi.

Nomi illustri come Stanley Kubrick, Joel e Ethan Coen, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino si sono lasciati stregare dal fascino dell’albergo, immortalando sul grande schermo i vari Overlook Hotel, Earl Hotel oppure quello in cui succede di tutto e di più nelle quattro stanze che danno il nome al film Four Rooms.

Il più famoso della famiglia dei Grand Hotel è senza dubbio quello in cui Jack e famiglia vanno a trascorrere l’inverno come custodi nel film Shining.

Nonostante la trama renda l’Overlook scelto da Kubrick l’ultimo posto al mondo dove prenotare per il proprio soggiorno, l’albergo in cui matura la pazzia dello scrittore mancato Jack Torrance è da cinque stelle se non di più.

Eccolo presentato in un finto video promozionale:



Un altro scrittore che finisce in un Hotel capace di portare alla follia è Barton Fink, protagonista della pellicola omonima diretta da Joel Coen: interpretato da John Turturro, Fink è un commediografo newyorkese chiamato a Hollywood da una major per lavorare alla sceneggiatura di un film sul wrestling.

E quale posto migliore per scrivere se non il buio e polveroso hotel Earl?



E chi non ha mai sognato di dare la mancia ad un facchino come Tim Roth?

Ne hanno avuto l'occasione Madonna, Antonio Banderas, Valeria Golino e Jennifer Beals durante la loro permanenza nelle quattro camere d’albergo di Four Rooms, dove ne succederanno di cotte e di crude:



Un altro hotel famoso almeno quanto l’Overlook di Shining è il Bates Motel, l’angosciante set in cui un maestro del cinema del calibro di Alfred Hitchcock ha ambientato il suo Psycho:



Un omicidio fa da sfondo anche alla pellicola del 1932 Grand Hotel, nonostante in questo caso non si tratti di un albergo frequentato da maniaci e serial killer.

Sono anzi ospiti più che rispettabili quelli che popolano questo hotel extra lusso situato nella Berlino degli ultimi anni della Repubblica di Weimar, almeno così sembrerebbe:




Ma, si sa, l'apparenza inganna. Come la facciata di un Hotel.