di Marco Agustoni

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Sylvester Stallone: “Allora, chi siamo riusciti a portare nel cast de I mercenari, a parte me?”. Assistente di Stallone: “Per ora abbiamo Jet Li e Jason Statham”. Stallone: “Non basta… voglio più duri! Più duri, mi hai capito?”. Assistente: “D’accordo, d’accordo. Dovremmo riuscire a convincere anche Dolph Lundgren e Mickey Rourke”. Stallone: “Mmh… già meglio, ma non ci siamo ancora”. Assistente: “Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger?”. Stallone: “Willis e Schwarzie? Adesso ci siamo. E le esplosioni?”. Assistente: “Come, scusi?”. Stallone: “Le esplosioni! Fammi vedere le esplosioni!”. Assistente: “Ah sì, certo… eccole”. Stallone: “Ne voglio di più. Di più!”. Assistente: “Così?”. Stallone: “Mmh. Va bene”. Assistente: “…”. Stallone: “…”. “Assistente: “Mr. Stallone?”. Stallone: “Sì?”. Assitente: “Abbiamo finito il sangue finto”. Stallone: “Argh! Fuori di qui… SUBITO!!!”.

La trama de I mercenari è piuttosto semplice e, tutto sommato, prevedibile. Il roccioso Barney Ross (Stallone) è a capo di un quintetto di mercenari chiamati The Expendables, ovvero “i sacrificabili”, che comprende tra gli altri un amante dei coltelli (Statham) e un esperto di arti marziali (Li). Dietro incarico di un misterioso individuo, tale mr. Church (Willis),  Barney guida la sua five men army all’assalto dell’isola centroamericana di Visela, soggiogata da uno spietato dittatore a sua volta controllato da un’ex agente della CIA corrotto. La missione cessa di essere una semplice questione di soldi quando ci si mette di mezzo anche Sandra, un’affascinante ribelle del posto.

I mercenari di Sylvester Stallone si può riassumere in due semplici parole: “di più”. Nella sua ultima pellicola, l’attore e regista ha voluto mettere più divi, più pugni, più proiettili e più morti di quanti ragionevolmente ce ne possano stare in soli centotre minuti. E il risultato, bisogna ammetterlo, è puro intrattenimento: senza troppe pretese, Sylvester e i suoi mercenari dello spettacolo riescono nella missione di divertire senza annoiare (imperdibile, da questo punto di vista, il confronto a tre fra Stallone, Bruce Willis e il governatore della California Arnold Schwarzenegger). Un film per chi ama esagerare.