di Camilla Sernagiotto

È uno dei posti più comuni al mondo: lo si trova ad ogni latitudine, in qualsiasi città o paesino che sia.

Ma non solo: anche sul grande schermo è perennemente citato.

Si tratta del bar, il luogo sociale per eccellenza in cui si va a brindare, a giocare a biliardo, a conoscere gente, a lavorare dietro al bancone o semplicemente a sorseggiare un caffè leggendo un buon libro.

Sono innumerevoli i pub, le tavole calde e i bar che hanno fatto da sfondo a film e telefilm: dallo snack-bar in cui lavora la protagonista di Alice non abita più qui, film diretto da Martin Scorsese che ispirò anche l'omonima serie televisiva degli Anni Settanta, alla tavola calda Double D Diner gestita da Norma in Twin Peaks, il bar è da sempre il luogo di ritrovo dei vari personaggi di una storia.

Il cinema l’ha prediletto spesso come set, talvolta dedicandogli l’intera trama e perfino il titolo, come nel caso di Barfly: scritto da Charles Bukowski, diretto da Barbet Schroeder e prodotto da Francis Ford Coppola, il film annovera un altro grande nome della settima arte, ossia Mickey Rourke.

Nei panni dello scrittore ubriacone e squattrinato Henry Chinaski, è il moscone da bar per eccellenza:



Agli antipodi del bar dei bassifondi frequentato da Mickey Rourke, Stanley Kubrick ha scelto di girare alcune scene del suo Shining nel meraviglioso bar dell’Overlook Hotel, dando vita ad uno dei più affascinanti incubi della storia del cinema:




Ma Kubrick non si è limitato a far bere Jack Torrance di Shining: il regista ha scelto di ambientare in un bar anche l’inizio di Arancia Meccanica, facendo sorseggiare ad Alex e ai suoi drughi bicchieroni di Latte Più…



E chi non ha mai sognato di entrare in discoteca e farsi servire un cocktail da uno come Tom Cruise? Chissà se il bell’attore li prepara così bene anche alla sua mogliettina Katie Holmes…



Pure il cinema made in italy subisce da sempre il fascino del bar, anche se spesso si tratta di posti all’italiana a metà tra il locale e l’oratorio.
Un esempio? Quello gestito da Francesco Guccini nel film Radiofreccia:



E se sono tanti i baristi che oltre all’Oscar si meriterebbero una lauta mancia, c’è anche chi di compensi extra non ne vuole proprio sapere.

Chiedetelo alla iena Mr. Pink…