In occasione del compleanno del Maestro del terrore, il prossimo 7 settembre, Sky Cinema Italia ripercorre la sua filmografia in Hd. GUARDA GLI APPUNTAMENTI SULLA GUIDA TV, LA FOTOGALLERY E I TRAILER DEI SUOI FILM
06 settembre, 2010
Il prossimo 7 settembre Dario Argento compie 70 anni. Auguri Maestro!!
E' il re indiscusso della paura, il principe della suspense, forse il regista "vivente" italiano più apprezzato, non solo nel nostro Paese ma un po' in tutto il mondo (Francia, Giappone e Stati Uniti in particolare). Stiamo parlando di Dario Argento, quello che è senza ombra di esagerazione è stato accostato ad Alfred Hitchcock per le tante affinità che lo legano al grande cineasta inglese.
Se Sergio Leone fu l'inventore dello spaghetti-western, Dario Argento è stato il rifondatore del thriller italiano. Da Leone ha mutuato l'uso del primissimo piano, l'insistenza sui dettagli (occhi, oggetti), la scarsità di dialoghi. Di Hitchcock gli è certamente piaciuta l'ironia nei confronti della polizia incapace e con lui ha condiviso l'interesse per le psicopatologie che portano al delitto. Mario Bava è stato il suo apripista nel percorso verso l'invenzione del giallo all'italiana.
Argento aveva trovato un nuovo linguaggio per spaventare: cosa che del resto continuò a fare nei suoi film seguenti, quelli che per la critica appartengono alla cosiddetta trilogia degli animali: "Il gatto a nove code"(1971) e "Quattro mosche di velluto grigio"(1971), dove ancora una volta il regista romano sperimenta la paura attraverso l'uso degli effetti rallenty, a montaggi alternati, sequenze oniriche, straniamento dei protagonisti dalla realtà .
Dopo una breve parentesi 'storica' con "Le cinque giornate"(1974), film che rievocava l'insurrezione milanese del 1848 contro gli austriaci, Argento torna al thriller con "Profondo Rosso" (1975) e "Suspiria" (1977). Questi due film rappresentano sicuramente il momento più alto e compiuto della carriera artistica di Dario Argento ma anche la svolta verso una sempre più marcata deriva horror, un sempre maggiore compiacimento per le scene raccapriccianti, le musichette allucinate, la frenesia omicida, con una marcata tendenza al neogotico.
Saranno queste tendenze a caratterizzare i titoli successivi, da "Inferno" (1980) a "La sindrome di Standhal"(1996), da "Phoenomena" (1985) a "Il fantasma dell'opera" (1998), miscelano variamente horror e thriller, sfoggiano innovative tecniche e strumenti di ripresa all'avanguardia, ma nel loro orrorifico barocchismo non aggiungono niente di veramente significativo all'opera del regista.
"Giallo" (2008), il più recente film di Argento, è stato distribuito direttamente in home-video. Nel futuro del regista c'è ora un film in 3-D, pare un omaggio a Dracula, da girare negli Stati Uniti. Infine si era parlato di un remake di Profondo Rosso affidato ad un altro maestro del terrore George Romero. Ma, ad oggi, ancora rimane soltanto un'ipotesi.