di Camilla Sernagiotto

Sono i biglietti da visita di un film, il momento in cui lo spettatore si crea certe aspettative rispetto a quanto vedrà.

Sono zone limite che, una volta valicate, ti calano in medias res, in un mondo tutto nuovo, creato apposta per te, per la tua evasione, per il tuo intrattenimento, per la tua immedesimazione.

L’importanza dei titoli di testa è spesso sottovalutata, soprattutto da chi inserisce il dvd nel lettore e manda avanti l’inizio del film per non doversi sorbire i credits: l’intro di qualsiasi pellicola è un momento magico, un attimo da godersi tanto quanto la scena finale in cui si scopre l’assassino, l’happy ending o il colpo di scena che lascia a bocca spalancata.

Lo sapeva bene il celebre designer Saul Bass, a cui va il merito di aver trasformato le sequenze introduttive dei film in una forma d'arte.

Da Carmen Jones del 1954 fino ad arrivare al più recente Casinò, Bass ha creato atmosfere uniche ed irrepetibili, vere e proprie anticamere in cui far accomodare gli spettatori prima della battuta iniziale, dando loro già un assaggio della cena che li aspetta.

Ed ecco come il maestro degli Opening Credits diede il suo contributo al film Anatomia di un omicidio:



Di tutt’altra portata ma deliziosi nel vero senso del termine, i titoli di
Napoleon Dynamite hanno il merito di incollare il pubblico allo schermo: con un’apertura del genere, chi avrebbe il coraggio di cambiare canale?



Entrati a pieno titolo nella storia del cinema assieme al film che introducono, i titoli di testa di Seven si rivelano degni della pellicola cult di David Fincher:



Ispirati ad alcune delle opere di Saul Bass, come il celebre intro di Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, anche i titoli di apertura di Panic Room sono degni di nota:



In perfetto stile Saul Bass, i titoli di testa di Prova a prendermi sono poi un vero e proprio capolavoro che ha fatto commuovere i nostalgici cinofili di mezzo mondo:



E proprio tra quei nostalgici cinefili non può non spiccare il suo nome, ovvero quello di Quentin Tarantino.

Cultore del cinema Anni Settanta e di quei B-Movies che apparivano tutt’altro che curati nei particolari, il regista di Pulp Fiction ha da sempre ricreato le atmosfere Seventies per i suoi Opening Credits.

Il top del top? Raggiunto senza dubbio con l’incipit di Death Proof:



E se abbiamo detto che i titoli di testa sono biglietti da visita che servono a presentare al meglio quello che verrà dopo, c’è chi non ha certo bisogno di presentazioni: è il caso di Stanley Kubrick, che in Shining ci ha regala un inizio con riprese aeree spettacolari su cui escono però squallide scritte fosforescenti che elencano il cast.

Bisogna ammettere, però, che fanno la loro bella figura, rendendo il tutto ancora più inquietante, con un font degno da scrittore fallito come si rivelerà Jack: