di Fabrizio Basso

Come i fuoriclasse lascia il segno in pochi minuti. Anita Caprioli compare sul finale di Immaturi eppure ridesegna lo scacchiere. Sana una questione Virgilio-Paolo Kessisoglu e Giorgio-Raoul Bova che era sospesa da vent'anni. Una vicenda di tradimenti che in realtà non è mai stato consumato perché Eleonora-Anita non cedette alle lusinghe di Virgilio e rimase fedele al fidanzato Giorgio. Ma l'amante respinto raccontò che avevano amoreggiato e così finì un amore e si ruppe una amicizia per una menzogna. Ora giustizia è fatta. Abbiamo incontrato Anita Caprioli a Milano. Nerovestita, elegante, leggiadra, per esigenze di copione si è confrontata con la maturità.

E proprio dall'esame di maturità partiamo: Signora Caprioli, che ricordo ne ha?
Buono. Ma ammetto che i buoni rapporti con i libri, come per tanti, sono iniziati dopo.
Oggi il sistema scuola è molto criticato. E contestato.
E' un discorso lungo. Dovrebbe esserci l'interdisciplinarità alla base e invece non esiste. Non si incuriosiscono i ragazzi. Si pensa al voto e a un risultato immediato.
Altro tema affrontato in Immaturi sono le insidie online.
Negli ultimi 40 anni c'è stata una emancipazione forte che è stata accompagnata da un imponente sviluppo tecnologico. Io uso internet, credo sia imprescindibile, ma riconosco che ha portato parecchi problemi.
Nel film alcuni dei protagonisti vivono situazioni di coppia strampalate.
Nella quotidianità è cambiato il contesto sociale e di riflesso i rapporti di coppia hanno preso altre strade. Non c'è più molta voglia di lottare, la parola impegno ha perso valore sia in amore che nel lavoro. Se porti avanti una relazione, hai dei figli...la parola impegno è fondamentale. Ci vuole spirito di sacrificio.
La bambina Penelope, interpetata da Aurora Giovinazzo, dà lezioni di sesso a mamma Luisa-Barbara Bobulova (straordinaria, ndr): fa le elementari e pare una adulta.
I bambini sono sinceri. Non hanno ancora quelle sovrastrutture mentali che bloccano i grandi. Parlano più schiettamente.
Nel film c'è una giovane carrierista che cerca successo camminando su un tacco 12: è un elemento davvero discriminante?
Non è solo quello che aiuta. Certo viviamo in un ambito sociale dove il livello estetico ha un valore decisamente superiore a quello che merita. Però se guardiamo al passato, nell'Ottocento i bustini hanno portato certe signore a interessanti risultati. Ogni società ha una sua caratteristica femminile. Ma da lì a sostenere che un paese si fonda su un tacco 12 ce ne passa.
Lei ha un agente francese: teme quelli italiani?
(Ride, ndr) E' stato casuale. Non pensarci è andato molto bene in Francia, mi hanno cercata e lì sono rimasta.
Eppure sovente si legge di agenzie per aspiranti dive gestite da millantatori e lestofanti.
Credo che oggi i problemi siano ben altri. Le agenzie farlocche non mi inquietano più di tanto.
Dove vive?
In Italia ma ogni tanto volo a Parigi. Che è più comodo di New York.
La famiglia?
Sono andata via giovane ma ho un buon rapporto. I rapporti con la famiglia migliorano col tempo. E' il nucleo dove ti formi ma anche quello dal quale a un certo punto ti affranchi.
Nella parte del film dove lei non appare ognuno ha ripescato ricordi di...maturità. Lei ha una canzone per quel periodo?
Senza dubbio Romeo and Juliet dei Dire Straits. L'ho consumata.
Altri film in arrivo?
Corpo Celeste di Alice Rohrwacher e Meu Pais, film brasiliano di André Ristum.
Facessero Immaturi 2?
Un'altra maturità?
Nessuna tortura. Ma nel film si parlava di una vacanza in Grecia mai fatta...
Ci voglio essere. E dal primo ciak!