"La carriera di Dean non è finita. E' appena cominciata. E' questa volta è Dio stesso il regista".
Con queste parole Xen Harvey diede l'estremo saluto a James Byron Dean schiantatosi all'incrocio della statale 466 per Salinas a bordo della sua Porsche Spyder 550 intorno alle 17.40 del 20 settembre 1955.
E in effetti oggi, 8 febbraio 2011, a 80 anni dalla nascita di Jimmy Dean , si comprende meglio il senso di quell'elogio funebre. Nessuno è riuscito a trasfigurarsi in mito con soli 3 film all'attivo : Gioventù bruciata , La valle dell'Eden e Il Gigante . Come disse di lui il regista Nicolas Ray. "L'intensità dei desideri di Dean e delle sue paure poteva renderlo a volte arrogante ed egocentrico, ma dietro questo atteggiamento si scopriva una grande vulnerabilità, che commoveva e spaventava al tempo stesso."
Capace di mescolare l'istinto dell'animale da palcoscenico con il metodo da Actor's Studio, Dean è l'archetipo del figlio in perenne lotta con il padre, il rebel without a cause, il bello e dannato con il taglio alla Pompadour . La sua tomba, nel luogo natale a in Indiana, è tutt'ora ricoperta di fiori e di lettere, mentre Berlino in questi giorni gli rende omaggio con la mostra James Dean a different Icon .
Insomma, Dean sembra essere riuscito a realizzare quello che dichiarò in una famosa intervista: "Se uno riesce a gettare un ponte tra la vita e la morte, se riesce cioè a vivere anche dopo morto, forse allora è stato un grand'uomo."
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