di Gabriele De Palma

Clint Eastwood non poteva certo prevedere che le immagini apocalittiche dello tsunami sarebbero tornate drammaticamente agli onori della cronaca. La sequenza d'apertura del suo ultimo film, Hereafter, rappresenta infatti con dovizia di particolari e ottimi effetti speciali l'arrivo dell'onda che ha colpito Thailandia e Indonesia nel dicembre del 2004. Per evitare di ferire la sensibilità del pubblico giapponese, che un'onda simile – anzi ancora più grossa – l'ha vista arrivare davvero, è stato deciso di ritirare il film del regista Usa dalle sale nipponiche.

Ma non è questo l'unico caso di film celebri che sono usciti con scarso tempismo rispetto alla cronaca che, ovviamente, è imprevedibile e poco compatibile con i tempi lunghi di lavorazione di una pellicola. Tanto che la rivista online Daily Beast ha riassunto i casi più eclatanti di titoli usciti nelle sale nei momenti meno opportuni.

Alcune immagini dello tsunami tratte dal film di Clint Eastwood, "Hereafter"



Una dei peggiori eventi da questo punto di vista è stato l'undici settembre 2001 che ha costretto, per esempio, le produzioni di Spiderman e di Man in Black 2 a rigirare alcune sequenze ambientate intorno alle Torri Gemelle. Ancora peggio è andata ad altri due lungometraggi. Il primo è Buffalo Soldiers, una commedia con Joaquim Phoenix che narra di una delegazione corrotta e poco professionale dell'esercito Usa di stanza a Berlino. Doveva uscire nell'autunno di quell'anno ma, nel clima patriottico seguito all'evento, il contenuto è stato considerato anti-americano per l'implicita critica alle forze armate a stelle e strisce e l'uscita del film è slittata di un paio di anni.

Stessa sorte per Big Trouble – Una valigia piena di guai, commedia diretta dal regista di Man in Black, Barry Sonnenfeld, in cui un'arma di distruzione di massa viene trasportata su un aereo di linea. E nel settembre di quell'anno nessuno dalle parti di New York aveva voglia di ridere della cosa. Risultato: esordio dilazionato di 6 mesi.

Altri attentati terroristici, quelli avvenuti nella metropolitana di Londra nell'estate del 2005, hanno costretto allo stop V per Vendetta di James McTeigue, rimandato all'anno successivo perché nella lotta contro un oscurantista regime britannico i protagonisti del film preparano un attentato che prevede di far saltare in aria il Parlamento con un treno pieno di esplosivo.

Probabilmente oggi sarebbe ritirato dalle sale anche Sindrome Cinese, il film con un cast stellare (Jack Lemmon, Jane Fonda e Michael Douglas) che ipotizza una tragedia in una centrale nucleare. All'epoca della sua distribuzione, nel 1979, dovette fare i conti con un altro incidente storico, quello della centrale di Three Mile Island, che avvenne dodici giorni l'uscita del film e costrinse la produzione a interromperne la diffusione nei cinema a stelle e strisce.

Guarda il trailer di "Sindrome cinese"




La cronaca oltreoceano ha poi complicato la vita ad altri tre lungometraggi di Hollywood. Il primo fu la rivisitazione dell'Otello Shakespeariano realizzata dal regista Tim Blake Nelson in O come Otello, del 2001. La trama viene ambientata in una scuola statunitense e abbondano scene di adolescenti armati e pronti a spargere sangue. Proprio come avvenne a Columbine pochi giorni prima della distribuzione, che dunque venne posticipata di due anni. 

La violenta sommossa di Los Angeles del 1992, scatenata dalla immagini del pestaggio di Rodney King, convinse la produzione a sospendere l'imminente uscita de I trasgressori in cui abbondavano le scene di lotte tra gang (capeggiate dai rapper Ice-T e Ice Cube) e violenza gratuita.
Infine il film di Joel Shumacher In linea con l'assassino, la cui programmazione rischiava di cadere proprio pochi giorni dopo la drammatica vicenda del cecchino di Washington (John Allen Muhammad), che in tre settimane nell'ottobre del 2002 uccise dieci persone e ne ferì almeno tre scatenando il panico tra gli abitanti della capitale. Un giovanissimo Colin Farrell, protagonista del film costretto da un cecchino nascosto a rimanere dentro una cabina telefonica, dovette posticipare di sei mesi la propria ascesa all'olimpo delle star.

Ma non solo cronaca nera o internazionale, anche quella finanziaria ha causato problemi ad alcuni titoli. È il caso di I love shopping storia di una giornalista affetta da shopping compulsivo che si indebita oltremodo per soddisfare la propria smania di essere alla moda. La coincidenza con la grave crisi dei subprime nell'estate del 2008, indusse a modificare il finale rendendolo più consono ai tempi di recessione che nel frattempo erano maturati in Usa e in Europa.

Molto sfortunato fu anche Ben Affleck in occasione del suo debutto alla regia con Gone Baby Gone, storia del rapimento di una bambina di 4 anni, che concise con una storia di cronaca molto simile che fu molto seguito oltremanica. La piccola Madeleine McCann, scomparsa durante una vacanza in Portogallo con la sua famiglia e mai ritrovata, somigliava molto alla baby-protagonista del film, Madeline McGrady. Anche l'uscita nel sud est asiatico venne rallentata da un analogo caso di rapimento di una minore che spostò il baricentro della sensibilità del pubblico. In entrambi i mercati il film subì, come nella maggior parte dei casi citati prima, sei mesi di rinvio, un tempo evidentemente considerato sufficiente all'opinione pubblica ad assimilare i casi di cronaca più toccanti e a ribilanciare il sentire comune.

Guarda il trailer di "Gone Baby Gone"